La green economy salverà la povertà

La green economy salverà la povertà

secondo un'analisi promossa dall'unep la green economy salverà il pianeta dalla povertà

da in Primo Piano
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    Developpement durable

    Secondo quanto pubblicato da una nuova analisi dell’Unep la green economy salverà la povertà; l’analisi è stata presentata durante la riunione svoltasi qualche giorno fa nel palazzo di vetro di New York, tra i capi di stato, per fare il punto della situazione sugli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” che i rappresentanti dei paesi ONU si sono posti di raggiungere.

    L’analisi dimostra che nei paesi gravemente colpiti dalla povertà, puntando sullo sviluppo sostenibile e sulla green economy si sono ottenuti risultati notevoli. Ad esempio in Costa Rica, partendo da una situazione di degrado ambientale avanzato, attraverso una serie di politiche verdi mirate allo sviluppo delle aree protette si è creato un affare di 5 milioni di dollari; ricavi che derivano dall’enorme flusso di turisti che il paese è riuscito ad attirare.

    È importante investire nelle energie rinnovabili, nelle foreste, nell’agricoltura sostenibile e nei trasporti eco-sostenibili per contrastare la povertà nel mondo. Secondo Achim Steiner, Sotto-Segretario delle Nazioni Unite e direttore esecutivo del programma ambientale dell’ONU “È sempre più evidente che accelerare la transizione verso una Green Economy può, non solo essere la chiave per affrontare la sfida della sostenibilità del 21° secolo, ma anche fornire un importante contributo al raggiungimento di tutti e otto Obiettivi del Millennio.

    L’economia verde propone un punto di vista fresco sulle sfide attuali e mette in luce le molteplici opportunità economiche e sociali dell’investire e di re-investire in moderni sistemi di energia pulita fino alla gestione delle risorse naturali e delle infrastrutture ecologiche del pianeta. In questo modo, si affronta l’obiettivo economico, sociale e ambientale dello sviluppo sostenibile, sottolineando la ricchezza di scelte e opzioni per sostenere un progresso che soddisfi le realtà del nostro tempo”.

    Ormai mancano solo 5 anni alla data di scadenza che i paesi aderenti si sono posti per raggiungere gli obiettivi e sono ancora molte le cose da fare per raggiungerli. Molto spesso anche le città più povere possono essere da esempio, come Curitiba, una città brasiliana che grazie ad una pianificazione cittadina all’insegna dell’eco-compatibilità è cresciuta migliorando la qualità della vita.

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