L’industria del carbone è finanziata da diverse banche

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Da non credere, eppure l’industria del carbone è finanziata da numerose banche che agisco a livello mondiale. Ecco perché si incontrano molti ostacoli nella lotta all’inquinamento e nell’opportunità di provvedere alla riduzione del ricorso alle fonti energetiche inquinanti. Eppure il carbone sembra essere uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento, del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici, con tutte le conseguenze che questi ultimi portano con essi, in primo luogo i disastri naturali.

Nonostante tutto questo, una ricerca portata avanti da alcune Ong internazionali ha messo in luce i miliardi di euro dati dalle banche per la produzione del carbone. Fra le banche prese in considerazione c’è anche una banca italiana UniCredit /HVB, che ha investito nel settore del carbone più di 5 miliardi.

Eppure molti di questi istituti di credito almeno a parole dichiarano che intendono a impegnarsi in vista della salvaguardia dell’ambiente. Le parole non corrispondono ai fatti, visto che, senza il denaro investito dalle banche, il settore del carbone non avrebbe potuto espandersi molto.

Un fatto che è destinato a suscitare parecchie polemiche. Lo studio, da titolo “Bankrolling climate change” non è stato facile da realizzare, visto che i dati sono stati difficilmente reperibili.

In ogni caso ha avuto il merito di farci riflettere su come spesso il problema dell’inquinamento ambientale è strettamente legato agli interessi degli uomini, che non mettono al primo posto la tutela dell’ambiente e la salute dell’uomo: i dati sulla mortalità dovuta all’inquinamento da carbone possono darci un’idea in proposito.

Foto di Sebastiano Pitruzzello (aka gorillaradio)

Sab 10/12/2011 da Gianluca Rini

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Rinaldo Sorgenti 29 dicembre 2011 12:46
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Questo modo di presentare gli argomenti e collegarli tra loro induce alla disinformazione che non può che essere originata dal pregiudizio.
Sarebbe infatti utile poter dire che il Carbone è la fonte che produce oltre il 40% dell’elettricità al mondo, soprattutto nei Paesi più ricchi e sviluppati del Pianeta.
Questo ha consentito e continuerà a permettere di sviluppare e sostenere il benessere che abbiamo potuto conoscere nei Paesi avanzati.
Poi, fortunatamente, la tecnologia ha fatto passi enormi in avanti e sviluppato impianti che sono in grado di rendere del tutto marginali gli effetti della combustione (di tutti i combustibili e quindi anche del carbone), riducendo drasticamente gli effetti ambientali conseguenti.
Oggi, le moderne centrali elettriche (tutte) nel ns. Paese rappresentano solo il 4% in termini di emissioni di sostanze nocive (ossidi di zolfo, di azoto e particolato), largamente inferiore alle emissioni derivanti dal:
- traffico veicolare;
- dal riscaldamento domestico;
- dalle altre numerose attività produttive (acciaierie, vetrerie, raffinerie, lavorazione metalli, ecc. ecc.).

Come tutte le attività produttive, anche le aziende del settore del carbone hanno talvolta bisogno di finanziamenti per lo sviluppo delle proprie attività e fanno quindi ricorso alle Banche, così come avviene praticamente per tutti i settori produttivi. Nulla quindi di disdicevole, se lo si inquadra nei termini che sono propri.

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