Ispra: lavoratori precari protestano via webcam

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Foto: ispra ricercatori lavoratori protesta

Ecco un’altra brutta vicenda che riguarda la (dis)occupazione lavorativa in tempo di crisi. Dopo il caso Eutelia, sta facendo scalpore in queste ultime 24 ore la storia dei ricercatori -precari- della Ispra (Istituto Superiore di Protezione Ambientale) che hanno fatto occupazione e sono saliti sul tetto dell’Istituto di Roma in segno di protesta.

Sono persone che lavorano per l’ambiente, portano avanti una famiglia e dei valori. Hanno passato la prima notte all’addiaccio, ma continuano a non perdersi d’animo per sostenere la loro causa. E promettono che quella appena trascorsa non sarà l’ultima notte ma ce ne saranno delle altre, almeno fino a che le loro richieste non verranno in qualche modo accolte dall’Amministrazione.

Quali sono le ragioni della protesta? Spieghiamolo subito. I ricercatori della Ispra sono saliti sui tetti per contestare il mancato rinnovo del contratto che alla fine di novembre lascerà quindi a casa 200 persone. Questi lavoratori salgono sui tetti, una quindicina per volta a rotazione, per un totale di 50 persone coinvolte attivamente. La coordinatrice della manifestazione, Michela Mannozzi, fa sentire la propria voce: “Nei prossimi giorni, oltre a mantenere il presidio sul tetto, ci rivolgeremo alla città di Roma e al Parlamento. Martedì il Ministro Stefania Prestigiacomo ha richiesto 1 miliardo di euro per l’ambiente, noi siamo interessati a sapere quanti di questi denari saranno destinati a Ispra e quanti alla ricerca, e quindi ai precari. Dal Ministro attendiamo l’intervento risolutivo per iniziare e concludere positivamente la trattativa che predisponga la continuazione dei contratti“. Intanto domani è previsto l’incontro con i sindacati Flc, Cgil e Uil.

In forma ufficiosa, i precari sanno che il Ministero ha convocato una seduta straordinaria per affrontare questo problema. Le scadenze potranno essere messe in discussione, quindi. Ma la lotta non si ferma, anzi si espande: a tutti sarà possibile seguire minuto per minuto la protesta tramite webcam all’indirizzo http://it.justin.tv/precariispra.

Immagini tratte da:
leggo.it

Fonte | Corriere della Sera

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Anonimo 27 novembre 2009 19:48
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E’ doverosa una precisazione. La protesta parte da chi si occupa di ambiente, è vero. Ma non si tratta di operai. All’Ispra (ex Icram, Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare, ente pubblico di ricerca) lavorano ricercatori (biologi e geologi, con tanto di laurea, master, dottorato, post dottorato e – perché no? – esperienza maturata all’estero) di eccellenza nel campo soprattutto della biologia marina, dell’acquacoltura, dell’andamento delle popolazioni ittiche, dell’oceanografia, della salvaguardia dell’ambiente marino. Svolgono una funzione fondamentale per un Paese come il nostro caratterizzato da isole e da oltre 8.000 chilometri di coste. E sono precari, ovviamente. Come la maggior parte dei ricercatori italiani. Sacrificabili, ovviamente. Beh, in fondo l’attuale governo ha a cuore il ponte sullo stretto. Meno vincoli ci sono, meglio è.

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