Insalate in busta: le nuove regole per le etichette

Insalate in busta: le nuove regole per le etichette

Con un apposito decreto attuativo le insalate in busta saranno soggette a delle specifiche regole per le etichette

da in Alimentazione Sana
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    insalate in busta

    Arrivano delle nuove regole per le insalate in busta. Si tratta di criteri che devono essere rispettati in maniera precisa in base a ciò che stabilisce il decreto attuativo della legge numero 77 del 13 maggio 2011. L’obiettivo è quello di garantire la sicurezza alimentare. Le linee guida dell’associazione italiana industrie prodotti alimentari sono state trasformate in appositi articoli di legge.

    Si punterà a fare molta più chiarezza sulle etichette riportate sulle confezioni, in modo che il consumatore possa subito sapere con che prodotto stia avendo a che fare. In particolare sulla confezione verranno esplicitate due diciture: “prodotto lavato e pronto al consumo” oppure “prodotto lavato e pronto all’uso”. In questa maniera si saprà subito se il prodotto si può portare direttamente in tavola oppure se è necessaria una cottura, prima che venga consumato. Queste etichette ci indicano anche se occorre procedere al lavaggio oppure se il prodotto è già stato lavato. Sull’etichetta devono essere riportate anche delle apposite indicazioni, che invitino a conservare l’insalata in frigorifero e che consiglino di consumarla entro 2 giorni dall’apertura.

    Regole importanti vengono stabilite anche per la produzione. Fino all’emanazione di questa legge non esisteva né in Italia né in tutta Europa l’obbligo di mantenere le temperature omogenee in tutta la filiera. Adesso, invece, è stato deciso che il prodotto deve essere conservato ad una temperatura inferiore o uguale agli 8 °C. Queste indicazioni valgono per tutti i passaggi della distribuzione, che comprendono anche il carico della merce e il suo immagazzinamento, oltre che il trasporto e la conservazione al supermercato.

    L’unica eccezione riguarda il processo di lavorazione vera e propria: in questa fase lo stabilimento deve assicurare una temperatura che non superi i 14 °C e deve garantire la presenza di due vasche di lavaggio. E’ necessario che le aziende rispettino in maniera scrupolosa queste regole. La norma, infatti, prevede 12 mesi per l’adeguamento e poi scatteranno i controlli.

    Non dovrebbe essere difficoltoso adeguarsi a tutto ciò che le norme legislative stabiliscono, anche se resta qualche perplessità, soprattutto nella fase più complessa, che è quella della distribuzione. Le difficoltà più imponenti dovrebbero essere quelle di assicurare la catena del freddo senza interruzioni, in modo da mantenere la temperatura stabile in tutto il processo della lavorazione, senza danneggiare il prodotto, anche nel momento in cui esso viene portato ai supermercati. Il tema della sicurezza alimentare è molto importante, per questo non occorre sottovalutare le precisazioni che sono state decise per quanto riguarda le temperature e le modalità di lavaggio. Il decreto attuativo intende prendere in considerazione questi aspetti della produzione, per fare in modo che le aziende siano sensibili al rispetto della salute, oltre che a quello dell’ambiente. Non è un caso che la legge stabilisca anche delle novità per ciò che concerne gli imballaggi ecocompatibili adatti ad essere riciclati.

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    Foto di Richard Ricciardi

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