Inquinamento: rischio speculazione sui sacchetti biodegradabili

Come noto, a decorrere dal 1 gennaio 2011 anche la Penisola ha dato l'addio ai vecchi sacchetti di plastica, abbracciando gli shopper biodegradabili

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    Come noto, a decorrere dal 1 gennaio 2011 anche la Penisola ha dato l’addio ai vecchi sacchetti di plastica, abbracciando gli shopper biodegradabili. Un bel passo in avanti nei confronti di un più congruo rispetto ambientale, ma anche una svolta ricca di insidie, che occorrerà monitorare e valutare con attenzione al fine di evitare brutte sorprese per le tasche dei consumatori, e per l’impatto sulla natura.

    A lanciare il timore è stato, negli scorsi giorni, Giuseppe Brau, fondatore di Quibio.it, secondo cui il passaggio agli shopper biodegradabili comporterebbe un lieve aumento dei costi per gli esercenti, che potrebbero essere indotti a immettere sul mercato sacchetti non completamente biodegradabili al fine di contenere i costi ad essi legati.

    Insomma, l’adozione dei sacchetti biodegradabili è sicuramente un passo molto importante verso un più adeguato rispetto dell’ambiente, ma anche in questo caso occorrerà fare molta attenzione affinchè questo scopo lodevole non sia raggiunto attraverso metodi in grado di minare alle fondamenta di questa meta.

    Per contrastare eventuali atteggiamenti speculativi, Quibio ha già anticipato che presto metterà a disposizione un documento che consentirà al consumatore di individuare i sacchetti di plastica pienamente compostabili, da quelli non completamente biodegradabili.

    Vi terremo informati sulle evoluzioni del tema.