Inquinamento mare: in aumento zone senza ossigeno negli oceani

Inquinamento mare: in aumento zone senza ossigeno negli oceani

Un recente studio oceanografico ha messo in evidenza che sono in aumento negli oceani le zone senza ossigeno

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    L’inquinamento del mare sarebbe una delle cause che determina l’aumento delle zone senza ossigeno negli oceani. Un fenomeno che mette a rischio la sopravvivenza delle specie marine, come hanno sottolineato i ricercatori del Centro di eccellenza per lo studio delle barriere coralline facente capo all’Università James Cook di Townsville. Gli studiosi hanno preso in esame diversi studi sugli oceani compiuti nel corso del tempo e in questo modo hanno avuto la possibilità di rendersi conto del fatto che la quantità delle zone senza ossigeno a partire dal 1960 è raddoppiata di decennio in decennio.

    In effetti non dobbiamo dimenticare che l’inquinamento delle acque marine sta avendo conseguenze sempre più preoccupanti. A questo proposito un recente studio ha messo in evidenza che l’inquinamento del mare determina l’aumento della tossicità dei cianobatteri.

    Ma a quanto pare non è solo l’inquinamento la causa dell’incremento delle zone senza ossigeno. Altri fattori determinanti sono costituiti dai mutamenti climatici e dalla pesca eccessiva, i cui effetti possono essere spesso devastanti per l’ecosistema marino.

    Di certo anche gli scarichi di sostanze nutrienti non svolgono un ruolo indifferente, visto che contribuiscono all’aumento delle alghe e dei batteri che riescono a privare l’acqua di una considerevole quantità di ossigeno.

    Gli esperti hanno fatto presente che

    Le zone morte presso le coste sono strettamente legate alla densa popolazione umana, agli scarichi in mare e alla pesca eccessiva, mentre in oceano aperto i principali fattori possono essere cambiamenti nei venti e nelle correnti.

    Il segreto per rimediare è puntare su comportamenti ecocompatibili e sul rispetto dei parametri ecologici dell’UE contro l’inquinamento del mare.

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