Inquinamento: Facebook ancora nell’occhio del ciclone

Non si arrestano le polemiche sull'inquinamento generato dai server e dai datacentre utilizzati da Facebook, il più noto social network del mondo

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    Non si arrestano le polemiche sull’inquinamento generato dai server e dai datacentre utilizzati da Facebook, il più noto social network del mondo. Greenpeace, l’associazione ambientalista che ha lanciato l’iniziativa “Facebook Unfriend Coal” proprio al fine di stimolare il social network a migrare verso comportamenti maggiormente ecosostenibili, si è infatti resa protagonista di una nuova attività di protesta avvenuta all’interno dei nostri confini.

    Greenpeace ha appeso uno striscione nella Piazza Duomo di Milano, invitando Facebook a utilizzare esclusivamente l’energia rinnovabile per alimentare i processi del social network.

    Alla base delle proteste di Greenpeace vi sarebbero i dati già esposti nel report Facebook Unfriend Coal, secondo cui il 55% dell’energia utilizzata da Facebook per alimentare server e datacentre proverrebbe dal carbone, contro una percentuale pari al 12,7% per quanto riguarda le strutture di Yahoo!, e il 34% per quel che concerne Google.

    Proprio sulle considerazioni di cui sopra, Greenpeace ha intenzione di lanciare una nuova iniziativa che potrebbe consentire all’associazione di entrare nel Guinness dei Primati: pubblicare un post sulla propria pagina di facebook, chiedendo poi agli utenti di commentare l’iniziativa attraverso un invito e un incoraggiamento all’azienda verso il passaggio alle eco-energie, nella speranza che possa diventare il post con il maggior numero di commenti riscontrati nelle prime 24 ore.