Influenza H1N1, vaccino contro influenza A è da fare?

Influenza H1N1, vaccino contro influenza A è da fare?

Fare o non fare il vaccino? I pareri sono spesso contrastanti

da in Fitoterapia, Medicina Olistica, Primo Piano
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    Il dilemma perseguita gli italiani: bisogna fare oppure no il vaccino contro l’influenza H1N1? Il parere medico non aiuta: per tanti medici che ritengono opportuna questa precauzione, altrettanti sostengono che questo virus sia paragonabile alle solite influenze stagionali.

    Di fronte a questa pandemia che in Italia ha causato alcune morti, i medici si trovano in disaccordo. Lo scetticismo di alcuni dottori nasce dal carattere sperimentale del vaccino e i possibili rischi. In tal senso, il direttore dei presidi ospedalieri di La Spezia ha deciso di non fare la profilassi. Diversamente, il primario del reparto Infettivi (sempre a La Spezia) si sottoporrà ala procedura.

    Tra i sostenitori del vaccino, anche il direttore del distretto sanitario Stefania Silvano: “Io li farò entrambi e ritengo che un medico abbia il dovere di farlo perché se contraesse l’influenza finirebbe per bloccare l’assistenza sanitaria. Se si ammalassero gli infermieri con i quali garantisco i servizi domiciliari chi si prenderebbe cura delle persone che assistiamo? Abbiamo ricevuto i primi 1.900 vaccini per l’influenza A e a giorni cominceremo con il personale sanitario“. Un ragionamento condivisibile.

    Quindi, chi deve sottoporsi al vaccino contro il virus? Il primario dell’ospedale spezzino, Stefania Artioli, dichiara: “Nessuno ‘deve’ vaccinarsi, non c’è obbligo ma esiste un elenco delle categorie a rischio ben note ai medici di base e che è riportato nella circolare del Ministero della Salute datata 5 ottobre che si può trovare su Internet.

    Invito i cittadini a parlare con il proprio medico che certo ben conosce le loro patologie“. Non c’è dubbio, quindi, sul ruolo determinante del medico di famiglia. Che è anche l’unica persona a conoscere fino in fondo la storia dei nostri stati di salute.

    La Artioli conclude: “É stato incriminato un adiuvante, l’MS59, che è impiegato sin dal 1997 ed è stato utilizzato in 45 milioni di vaccini iniettati in passato. Sto parlando di vaccini iniettati e non di farmaci prodotti e dunque c’è una notevole esperienza che offre abbondanti garanzie. Sarebbe comunque falso sostenere che esiste un vaccino senza possibili effetti collaterali, ma non è davvero questo il caso“.

    Immagini tratte da:
    sanremonews.it
    pupia.tv
    hubpages.com

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