Industria della carne: cosa sapere sulle frodi alimentari

L’industria della carne è soggetta a delle frodi alimentari

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    Si è scoperto di recente che nell’ambito dell’industria della carne sussistono delle frodi alimentari, da cui è opportuno difendersi. L’ultimo caso è stato quello relativo alla presenza non dichiarata di carne di cavallo in prodotti preparati a base di manzo. Si è generata una situazione di allarme soprattutto riguardo alla sicurezza dei consumatori, che dovrebbero essere consapevoli di ciò che mangiano e in questo senso l’etichetta dovrebbe costituire un vero e proprio punto di riferimento. Tuttavia i pericoli si nascondono dietro l’angolo. Ecco che cosa dobbiamo sapere per non mettere a rischio noi e l’ambiente, nel momento in cui facciamo la spesa.

    La vicenda della carne equina

    Ad essere implicate per prime nella vicenda della carne equina non esplicitata sono state le lasagne Findus vendute in Gran Bretagna. Poi è toccato alla multinazionale svizzera Nestlè, coinvolta con i Ravioli di Brasato Buitoni e i Tortellini di Carne. L’azienda è stata costretta a ritirare dal mercato in Italia e in Spagna i suoi piatti pronti, perché in essi, attraverso delle verifiche, sono state evidenziate tracce di dna di cavallo pari all’1%.

    In alcuni casi potrebbe essere decisivo per la salute, senza contare che comunque si tratta di un imbroglio nei confronti di chi acquista, ignorando che cosa porta sulla propria tavola. Lo scandalo si è allargato, assumendo dimensioni europee e il Ministero della Salute nel nostro Paese ha chiarito che è stato attivato un preciso piano di monitoraggio con controlli a campione.

    Sono state effettuate delle indagini, che hanno dimostrato come dietro alla catena di produzione alimentare in tutto il vecchio continente ci sia una complessa organizzazione, che non è incentrata sulla trasparenza. Findus ha attribuito la responsabilità alla francese Comigel. Quest’ultima ha comprato la materia prima da un’altra società, la Spanghero. E poi ancora si rimanda alla Romania, attraverso un intermediario rappresentato da un’azienda olandese.

    Le frodi alimentari

    In tema di frodi alimentari, si può affermare che l’olio d’oliva è l’alimento più contraffatto. Spesso può accadere di comprarne una miscela di semi e d’oliva e tutto ciò viene fatto passare come olio extravergine. Senza contare l’uso dei coloranti artificiali, come clorofilla e betacarotene. Comunque, anche il vino, il miele, la pasta, il latte e i derivati possono essere oggetto di vere e proprie truffe. In questi casi, ci sono parecchi danni.

    Uno è di carattere economico, perché si tratta di prodotti che hanno un valore commerciale inferiore e vengono venduti a prezzi più alti, danneggiando i produttori onesti. Un altro riguarda gli effetti sulla salute, perché i fenomeni di degradazione o i contaminanti possono risultare pericolosi. E’ di fondamentale importanza leggere bene l’etichetta, concentrandosi sulle modalità di conservazione, sulla composizione, sull’eventuale presenza di additivi e conservanti, sulla scadenza. E’ opportuno diffidare anche dei prezzi molto bassi, perché possono essere indicativi di una qualità non elevata.

    Da dove proviene la carne

    Ci siamo mai chiesti da dove proviene la carne che troviamo sui banchi nei negozi? Anche questo è un altro punto su cui dovremmo riflettere, perché spesso non si considera come esista una produzione da allevamenti intensivi, in cui gli animali da macello vengono trattati in maniera orripilante. A volte vengono allevati in batteria e vengono iniettati ad essi degli ormoni steroidei, come l’estradiolo, il progesterone e il testosterone, che consentono di ottenere una crescita migliore e più veloce. Le torture a cui vengono sottoposti sono indicibili e queste sostanze chimiche utilizzate potrebbero essere dannose: alcuni studi hanno evidenziato che costituirebbero una minaccia nei confronti del corpo umano con influenze negative anche sul sistema riproduttivo.

    L’impatto ambientale

    Il problema riguarda strettamente anche l’impatto ambientale, perché gli elementi con cui vengono addizionate le carni, se dispersi in natura, possono provocare ingenti fenomeni di inquinamento. E lo stesso discorso vale per il letame. Questo in genere si rivela un ottimo fertilizzante, ma a causa della presenza di fosforo, nitrati, ammoniaca (frutto di somministrazione di elementi non naturali) può essere nocivo. E’ tutta la filiera zootecnica, con a volte la mancanza di adeguati controlli, che crea mix esplosivi che si ripercuotono sull’ecosostenibilità.

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    Foto di Paul Stevenson