Impatto ambientale: meno rifiuti con i pannolini lavabili

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impatto ambientale rifiuti pannolini lavabili

In termini di impatto ambientale possiamo avere meno rifiuti ricorrendo ai pannolini lavabili. Si tratta di una soluzione ecosostenibile che può essere a buon diritto annoverata fra i comportamenti sostenibili da mettere in pratica nella vita quotidiana. L’usa e getta, spesso applicato a diversi generi di prodotti, non si rivela una soluzione adatta a garantire la sostenibilità ambientale, perché provoca un considerevole aumento della produzione dei rifiuti. Ma i pannolini ecologici sembrano essere particolarmente richiesti, come indicano le ultime stime in proposito.

Si tratta di dati confortanti, che mostrano come è possibile provvedere al rispetto dell’ambiente. D’altronde non bisogna dimenticare che i pannolini rappresentano un vero problema per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, perché la plastica non è biodegradabile. Tra l’altro i pannolini costituiscono il terzo componente dei rifiuti solidi che vengono gettati nelle discariche, con un impatto ambientale elevato.

I pannolini sono nemici dell’ambiente a causa dell’inquinamento che essi sono in grado di determinare. Usare i pannolini ecologici permette di ridurre le emissioni di anidride carbonica. Come fare a rimediare? È meglio ricorrere ai pannolini in Mater-Bi o in PLA, che è un polimero prodotto a partire da delle sostanze vegetali rinnovabili, fra le quali possiamo ricordare il mais e il riso.

Le emissioni possono essere ridotte con la gestione dei rifiuti. Scegliere i pannolini lavabili significa contribuire al rispetto dell’ambiente, visto che possono essere lavati in lavatrice a bassa temperatura, usando il bicarbonato.

Gio 31/03/2011 da Gianluca Rini

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xxCarlaxx
XxCarlaxx 31 marzo 2011 16:00
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Per ridurre l’impatto ambientale, oltre a quanto citato nell’articolo, si può ricorrere al pannolino “ibrido”. Recentemente ad esempio è stato lanciato sul mercato italiano il pannolino Levita Duetto, il cui uso andrebbe incentivato per consentire alle mamme di risparmiare, dare maggior benessere ai bambini e soprattutto ridurre i rifiuti. Si tratta di un pannolino “ibrido”, perché rappresenta una via di mezzo tra “lavabile” ed “usa e getta”, ed è dotato di un inserto interno assorbente in cotone che aiuta a prevenire le irritazioni. In pratica, poichè conserva i vantaggi e minimizza gli svantaggi di entrambe le tipologie, si potrebbe incentivarne l’uso proprio come stanno facendo molti comuni con i “lavabili” tradizionali.
Infatti l’inquinamento derivante dal pannolino “lavabile”, poichè dopo l’uso si deve sempre lavare, consiste sostanzialmente nei rifiuti prodotti da lavaggi e asciugature. Tale inquinamento è meno visibile di quello dell’“usa e getta”, ma è comunque importante perché si impiegano lavatrici e asciugatrici elettriche con conseguente consumo di energia. Inoltre concretamente solo poche mamme usano il pannolino “lavabile” perché offre prestazioni molto inferiori all’“usa e getta”, è molto ingombrante e le difficoltà di lavaggio e asciugatura lo rendono scomodo e poco pratico.
Invece il pannolino ibrido è comodo da usare perché se ne lava solo una parte (il pantaloncino) e non è ingombrante, ha prestazioni paragonabili all’”usa e getta” e ne riduce i rifiuti – perché non si butta via l’intero pannolino ma solo l’inserto interno che è un rifiuto biodegradabile, più piccolo e “di migliore qualità” -. Pertanto concretamente molte mamme lo userebbero.

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Olivia 29 febbraio 2012 13:59
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ci sono alcuni modelli di pannolino lavabile che rappresentano un risparmio nel risparmio, come i Grovia che ho provato io: sono tagli aunica (spero così di poter arrivare fino allo “spannolinamento”) e hanno l’inserto staccabile, quindi bastano poche mutandine per fare diversi cambi attaccando l’inserto asciutto. Sono venduti anche in Italia.

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