Il dipinto di Mantegna ora rischia la cementificazione [FOTO]

Il dipinto di Mantegna ora rischia la cementificazione [FOTO]

Il paesaggio dei laghi mantovani che Mantegna ha dipinto nella Morte della Vergine rischia di essere sottoposto ad un processo di cementificazione per la costruzione di villette ed alberghi

da in Conservazione ambiente, Tutela Ambientale
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    Vi ricordate il famoso dipinto del Mantegna Morte della Vergine? Si tratta di un quadro realizzato nel 1462 e che si trova al Prado di Madrid. Sullo sfondo si vede una grande finestra con il fiume Mincio e il ponte che lo attraversa. Un paesaggio splendido, che adesso è minacciato dalla cementificazione. E’ infatti in discussione un progetto che prevede di costruire proprio a ridosso di questo paesaggio dalle innumerevoli bellezze naturali un enorme quartiere ricco di villette, alberghi e altri edifici che dovrebbero soddisfare l’esigenza di 1.200 abitanti.

    Il tutto proprio lì, dove Mantegna aveva raffigurato il ponte che tocca la sponda e i pioppi che sfiorano l’acqua. Questo paesaggio stupendo rischia di non essere più lo stesso, rischia di diventare vittima di un impatto ambientale forte che intende modificarlo per sempre.

    La Soprintendenza e la Direzione Regionale dei Beni Culturali della Lombardia hanno affermato che la natura tipica dei laghi mantovani deve essere tutelata, anche perché questi laghi è come se fossero un monumento, che forma un sistema da essere soggetto alla conservazione ambientale.

    Si tratta di un patrimonio naturale molto importante, che rischia di essere lottizzato e sottoposto ad un processo selvaggio di edificazione.

    Il rischio è rappresentato dalle intenzioni della società Lagocastello, che ha approfittato di varie vicende politiche, per presentare un progetto, il quale si è avvalso anche di una variante urbanistica.

    E’ dal 2004 che si lotta da una parte e dall’altra, ma il pericolo resta sempre. Le vicende sono state alterne anche in base alle varie amministrazioni comunali che si sono succedute. Ricorsi al Tar, valutazioni ambientali e numerose altre peripezie hanno fatto della situazione un caso nazionale.

    Il tutto comunque è evidente: si vuole fare di questo paesaggio così famoso e dalle bellezze naturali impareggiabili un’occasione di business, non tenendo conto della sostenibilità ambientale. In un’Italia già ampiamente segnata da processi di cementificazione non controllati, un altro luogo naturale meraviglioso rischia di essere violato dal pensare soltanto agli interessi economici, senza tenere conto della salvaguardia dell’ambiente e del rispetto di un ecosistema dagli equilibri molto delicati, tutti da conservare a nostro vantaggio.

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