Il consumo di suolo distruggerà l’Italia: è allarme cementificazione

Che la situazione della tutela ambientale in Italia non fosse esattamente rosea c’era da intuirlo, ma ora c’è qualcosa di più. Si tratta del consumo di suolo, di cui parla una recente ricerca scientifica lanciando l’allarme. Ma cosa significa? A spiegarlo è l’Università dell’Aquila, che ha calcolato che la cementificazione indiscriminata in Italia cresce a vista d’occhio. Anche se, evidentemente, in molti non lo vedono. O non lo vogliono vedere. Parliamo di un’urbanizzazione senza regole né attenzione per l’ambiente, palazzi enormi costruiti in barba alle più comune regole di buonsenso e di rispetto del territorio.
Si dice spesso che -di fronte a questa crisi economica- l’edilizia in Italia sia uno dei settori più colpiti: forse se ci fosse un pensiero in più verso un’edilizia sostenibile, di qualità, i nostri centri urbani sarebbero spazi più vivibili e, con il rispetto del verde pubblico, ci sarebbe un nuovo modo di vivere. Più edifici vuol dire più spazio eroso alle aree verdi, più edifici vuol dire anche più infrastrutture. E con i mezzi pubblici che spesso non sono così efficienti, restano tangenziali e circonvallazioni. Altro cemento, altro terreno eroso.
E finché tutto questo è calcolato, previsto in un piano regolatore fatto da tecnici del settore, questo può essere anche tollerato perché, si spera nella lungimiranza delle amministrazioni locali. Ma poi ci troviamo di fronte all’edilizia abusiva, a piani regolatori fatti per agevolare il furbetto del quartierino, appalti facili, ed ecco che il rispetto delle regole va a farsi friggere. E infine, dulcis in fundo, ci lamentiamo dei disastri ambientali, di frane e smottamenti che portano via case, strade, città. Dipende da come sono fatte, ma ancora di più da dove sono state fatte. E da quale condono edilizio sono state graziate.
Fin qui, nulla di nuovo. L’unica cosa nuova che possiamo condividere, è quella dei dati: in Emilia Romagna si perdono 9 ettari di suolo al giorno. 9 ettari al giorno! Le nostre città italiane hanno una crescita di 800 mq, contro 75 ettari di terra che ogni giorno vengono sottratti in favore della cementificazione. Si costruisce sempre più verso le coste, con gravi rischi a livello di impatto ambientale, e paradossalmente si abbandonano sempre più i centri storici perché troppo costosi.
Aggiungiamo e concludiamo -e stavolta lo dice Confagricoltura- che per mancanza di terreni agricoli hanno chiuso 600.000 aziende del settore.
photo: darinmarshall
Mer 01/02/2012 da Elisabetta Fonte
















