Il cibo scaduto si può mangiare? Una guida utile contro lo spreco

Il cibo scaduto si può mangiare? Una guida utile contro lo spreco
da in Alimentazione Sana, Educazione Alimentare, Vivere green
Ultimo aggiornamento: Venerdì 29/01/2016 10:18

    cibo scaduto

    Il cibo scaduto si può mangiare? Vogliamo proporvi una guida utile, che sappia tenere conto di alcune regole fondamentali contro gli sprechi. E’ essenziale sempre acquistare con criterio, cucinare con attenzione, usare solo quanto è sufficiente e provvedere a consumare adeguatamente gli avanzi. Ma come regolarsi con la data di scadenza di determinati alimenti?

    data scadenza cibo scaduto

    La data di scadenza costituisce il nostro punto di riferimento, per saperci regolare sulla consumazione dei cibi. Per questo motivo essa deve essere indicata in maniera ben visibile sulla confezione e deve essere scritta a caratteri grandi. C’è, però, una differenza, perché sulla confezione possiamo trovare delle scritte non sempre uguali. Se troviamo la dicitura “consumare entro il”, dobbiamo evitare di mangiare il cibo oltre il limite indicato, perché gli alimenti possono perdere le loro caratteristiche organolettiche e potrebbero rivelarsi nocivi per la salute. Se, invece, troviamo scritto “consumare preferibilmente entro il”, la data di scadenza non è rigida e, quindi, il cibo in questione può essere consumato anche dopo qualche tempo, senza danni.

    pasta cibo scaduto

    La pasta ha una scadenza molto lunga, che va dai 18 ai 24 mesi. Può essere consumata anche 2 o 3 mesi dopo la data di scadenza, se la conserviamo ben chiusa in un luogo adatto. I sughi, sia quelli fatti in casa che quelli confezionati, se sono aperti, vanno conservati in frigorifero e devono essere mangiati nel giro di 8 o 10 giorni. Se sono ben sigillati, possono essere consumati anche dopo un mese o 2 mesi dalla data di scadenza. E’, comunque, importante controllare che il colore e l’odore siano inalterati.

    latte cibo scaduto

    Il latte fresco scade sempre dopo 5 giorni dall’imbottigliamento. Così è stabilito per disposizione di legge. Tuttavia gli esperti assicurano che il tempo di consumazione può essere prolungato anche a 6 o a 9 giorni, se viene conservato accuratamente in frigo. Per quanto riguarda lo yogurt, la data di scadenza cade dopo 20 o 30 giorni dalla produzione. In ogni caso può essere consumato anche 10 giorni dopo, anche se, man mano che il tempo passa, perde diversi fermenti lattici.

    uova cibo scaduto

    Secondo ciò che stabiliscono le norme, la data di scadenza cade dopo 28 giorni dalla deposizione. Una volta oltrepassato questo limite, le uova possono essere mangiate ancora per 5 o 6 giorni. Non bisogna andare oltre questo periodo, se non vogliamo correre il rischio di contaminazioni microbiologiche.

    biscotti secchi cibo scaduto

    I biscotti possono essere consumati anche dopo alcuni mesi dopo la data di scadenza indicata. L’unico problema è che non saranno più fragranti. Le confetture, se sono messe a punto con parti uguali di zucchero e frutta, possono durare a lungo nel tempo, anche diversi mesi oltre la scadenza, purché rimangano chiuse.

    gelato cibo scaduto

    Il gelato acquistato nei bar non riporta la data di scadenza e tutto ciò costituisce una questione, sulla quale si è a lungo dibattuto. Nei gelati che acquistiamo al supermercato è, invece, indicato un limite. Quest’ultimo può essere superato per alcune settimane.

    condimenti cibo scaduto

    In genere il tempo prima che un condimento scada è piuttosto lungo. Ad esempio, il ketchup e la senape possono resistere anche fino a 3 anni. L’unica eccezione è costituita da quelli che contengono uova, per cui la durata è di soli 6 mesi e non bisognerebbe andare oltre la data di scadenza indicata dalla descrizione.

    sottaceti cibo scaduto

    I sottaceti e i prodotti sott’olio hanno un tempo di durata molto lungo, che va fino a 3 anni. Questa regola vale per quelli conservati in vetro, mentre quelli nella plastica scadono dopo un anno. I periodi tollerabili, oltre la data di scadenza, cambiano sempre a seconda del materiale che costituisce il contenitore: sono più lunghi, pari a 1 o 2 mesi, per quelli in vetro, mentre sono più brevi per i secondi.

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