Il caffè ecologico piace di più: ecco le marche top

Quando il caffè, oltre ad essere buono e rigenerante, diventa anche ecologico, allora si può dire davvero che possiamo fare tanto per l'ambiente, persino in cinque minuti di pausa!

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    Una “tazzulella e’ café”, come direbbero gli estimatori italiani per eccellenza, a Napoli. E la giornata sembra più ‘affrontabile’. Sarà il potere rigenerante ed eccitante della caffeina, sarà che il sapore amaro del caffè sembra risvegliare positivamente i riflessi intorpiditi, il caffè si rivela sempre una mano santa in qualsiasi momento ci sia bisogno di una marcia in più. Inoltre, la famosa ‘pausa’ è diventata ufficialmente ‘pausa caffè’ da quando viene colorata dal sapore di questa bevanda così tipicamente italiana come cultura, eppure presente in molte varianti in tutto il mondo. Ma anche il caffè può essere ecologico!

    Il caffè biologico è coltivato senza sostanze chimiche, e con rispetto nei confronti dell’ambiente, quindi senza disboscare per ottenere più chicchi di caffè. I concimi usati sono naturali e le pratiche agronomiche sono eco-friendly. L’uso dei pesticidi è bandito. Se poi il caffè biologico è venduto anche con la filosofia del rispetto delle persone (senza sfruttare i lavoratori), allora si parla di commercio equosolidale.

    Caffè biologico: secondo i consumatori vale di più

    Secondo uno studio svedese, condotto nell’Università di Gävle e pubblicato da PLoS One, ha dimostrato come anche l’idea di bere un caffè biologico anziché comune possa risentire del cosiddetto effetto placebo. Nello studio, infatti, veniva proposto del caffè a 44 volontari, ma somministrato in due tazze: un caffè era spacciato per eco-friendly, l’altro per comune. In realtà si trattava della stessa varietà. È stato chiaramente notato che chi aveva una maggiore sensibilità ambientale (testata mediante alcune domande) sosteneva che il caffè ‘green’ era più buono. Inoltre, tutti erano d’accordo con lo spendere di più per un caffè biologico. Questo dimostra che la coscienza ambientale viene comunque riconosciuta come importante, al di là delle abitudini quotidiane di ognuno.

    Le marche eco-friendly

    Ma quali sono le cosiddette marche eco-friendly di caffè? Possiamo trovare il più famoso caffè biologico Ecor, presente sia in qualità 100% arabica classico che decaffeinato. Oppure, ancora, è possibile provare il caffè fairtrade biologico Alce Nero, della ditta Alce Nero & Mielizia: questo caffè viene coltivato sulle montagne di Costa Rica, Nicaragua e Perù, e viene venduto in qualità 100% arabica. Ed è assolutamente da menzionare anche il caffè Bioitalia, sempre arabico, che nel suo sapore trae tutti i benefici dell’agricoltura biologica. O ancora il Pura Vida Cafè, che ha la caratteristica, oltre che di essere biologico, di essere anche ‘mono-origine’, ossia derivanti da un’unica area geografica che può essere il Brasile piuttosto che l’Etiopia o il Messico o Santo Domingo o Sumatra. SI può provare inoltre la linea biologica del caffè Dicaf e del caffè San Lorenzo. Se invece cercate delle marche di caffè equosolidale, è importante che la confezione del vostro caffè abbia un certificato ‘Fairtrade’, che attesta che il prodotto è stato messo a punto nel pieno rispetto dei Paesi del Sud del mondo. A tal proposito, è possibile provare le cialde monodose di caffè equosolidale Equocaffè, o ancora tutti i prodotti, anche bio, in vendita sul sito di Altromercato, con varie tipologie di caffè sia biologico che non. Sia biologico che equosolidale è il caffè di Pangea, una cooperativa sociale che diffonde il commercio equo e solidale. Il caffè di Pangea è di vari tipi, dal classico al biologico al decaffeinato all’orzo. Sempre rispettoso di ambiente e lavoratori troviamo anche il caffè Mokaflor, Si tratta di marchi presenti con il loro sito su Internet, per cui è semplice rivolgersi direttamente ai produttori tramite mail per scoprire il punto vendita più vicino a casa propria. Una pubblicità di una famosa marca di tè diceva che era buono per il palato e per il cuore. Il caffè ecologico è buono anche con l’ambiente!

    (Foto di Bruno Cordioli)