Il batterio killer, secondo la Coldiretti, mette in crisi il settore agroalimentare

Il batterio killer, secondo la Coldiretti, mette in crisi il settore agroalimentare

La Coldiretti le perdite economiche per il settore agroalimentare in seguito alle vicende del batterio killer sono pari a 5 miliardi di euro

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    Il batterio killer, secondo la Coldiretti, mette in crisi il settore agroalimentare. Una considerazione che arriva dopo aver avviato un processo di analisi e di stima dei danni, che sarebbero pari a 5 miliardi di euro. La causa sarebbe da rintracciare in una vera e propria psicosi, che ha gettato i consumatori nel panico, facendo crollare i consumi di frutta e verdura. Il tutto in una situazione di estrema confusione, che ha coinvolto diversi Paesi in tutta Europa, nonostante gli esperti hanno ribadito che nel nostro Paese non c’è alcun pericolo. Ma il panico non si ferma.

    Tra l’altro non si riesce a capire il motivo per cui il batterio si diffonda in modo veloce. I cetrioli hanno rappresentato soltanto la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più basso, che è quello della paura legata ad una mancanza di sicurezza alimentare, che si è manifestata anche altre volte, come nel caso della mucca pazza ad esempio. Intanto i danni per il mercato agricolo si fanno sentire.

    Si tratta di applicare le giuste definizioni e regole per vivere a impatto zero, non di basarsi su paure per molti versi ingiustificate. Soltanto il riferimento ai cetrioli ha determinato una grande perdita nel mercato ortofrutticolo della Germania. Le perdite sono state pari a 3 milioni di euro al giorno. Anche l’Italia potrebbe essere coinvolta? In questo caso i danni derivanti dall’eventuale blocco dell’esportazione di frutta e verdura sarebbero enormi.

    Se gli Italiani nel tempo libero si dedicano all’orto fai da da te in nome dell’agricoltura biologica, non tutti hanno questa possibilità e perciò si devono affidare ai prodotti da acquistare. Una soluzione potrebbe essere quella delle etichette anche per la frutta per la verdura, per conoscere la provenienza dei prodotti. In vista di un’alimentazione sostenibile le etichette d’origine devono essere obbligatorie.

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