I luoghi più inquinati d’Italia: la classifica [FOTO]

Fra i luoghi più inquinati d’Italia, volendo fare una classifica, possiamo annoverare: l’Ilva di Taranto, Santa Croce sull’Arno, Casale Monferrato e le città di Brescia e Venezia

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    Quali sono i luoghi più inquinati d’Italia? Possiamo tracciarne una classifica, che comprende alcune delle località che hanno raggiunto il primato negativo per la mancanza di rispetto dell’ambiente. Non si tratta soltanto di una tutela ambientale che non è stata messa in atto, ma in certi casi si sono create anche le condizioni per la non attuazione della salvaguardia della salute pubblica. Vediamo insieme quali sono questi luoghi.

    L’Ilva di Taranto

    L’Ilva di Taranto rappresenta l’impianto petrolchimico che ha determinato il maggior numero di morti, fra tutti i casi di inquinamento che ci sono stati in Italia. Molte polemiche ci sono state sulla continuazione del funzionamento di questa fabbrica siderurgica, in seguito a tutte le varie indagini che hanno portato a riconoscere come le sostanze inquinanti emesse dall’industria sarebbero alla base dello sviluppo di molte malattie fra gli abitanti della zona.

    Le terre del domitio-flegreo

    Fanno parte di questo gruppo alcuni territori della Campania, come Acerra, Nola e Marigliano. La zona in questione è fortemente compromessa dallo smaltimento illecito di rifiuti industriali. La responsabilità va imputata soprattutto all’azione della camorra. Secondo il rapporto di Legambiente, in queste terre si registra un aumento del 70% della diffusione dei tumori.

    Il delta del Po e del Tevere

    Particolarmente a rischio anche l’area del delta del Po a Comacchio. Si tratta più che altro degli effetti determinati da una depurazione che non viene fatta a regola d’arte. Nella zona si è registrata una grande moria di pesci. Lo stesso discorso vale per le foci del Tevere.

    La Pianura Padana

    All’interno della Pianura Padana si trovano 18 fra le 20 città più inquinate del nostro Paese. Tra queste ci sono anche Brescia, Padova, Venezia, Reggio Emilia. Il problema principale è rappresentato dallo smog, i cui livelli spesso superano la soglia consentita dalla legge, soprattutto nei centri principali. Le polveri sottili sono state accertate come responsabili di patologie cancerogene.

    Portoscuso

    Portoscuso, in Sardegna, vicino a Cagliari, è uno dei luoghi deputati agli impianti che si occupano della produzione di acido solforico. Adesso rientra fra i siti che il Ministero dell’Ambiente si propone di bonificare. Nella zona sono presenti anche impianti per la produzione di zinco e piombo.

    Brescia

    La città di Brescia è molto inquinata a causa della presenza di centrali di carbone. Particolarmente allarmanti in questo senso sono i dati forniti da Legambiente sull’argomento: 857,3 grammi di anidride carbonica emessi per ogni kw/h.

    Venezia

    Il problema a Venezia è rappresentato dal passaggio delle navi di grandi dimensioni. Al fenomeno si è cercato di mettere un argine, per evitare di mettere in pericolo l’equilibrio dell’ecosistema della laguna. Anche Legambiente si è impegnata con un’azione diretta, per fare in modo che la situazione possa migliorare.

    Casale Monferrato

    A Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, ci sono le sedi dell’Eternit. Nella zona si sono riscontrate moltissime morti a causa dell’amianto. La sostanza è fortemente cancerogena e la sua pericolosità si è scoperta soltanto di recente, visto che negli anni ’80 l’amianto è stato utilizzato anche per la costruzione di serbatoi a scopo sanitario, i cui costi di smaltimento rimangono molto alti per i cittadini.

    Santa Croce sull’Arno

    A Santa Croce sull’Arno la questione problematica è rappresentata dai fanghi conciari. Nell’affluente Usciana sono stati confluiti i liquami di circa 40 aziende, che hanno provocato una grande moria di pesci. Si sono registrate in particolare delle irregolarità, che hanno visto delle pecche nella mancanza di depurazione.

    Foggia

    In provincia di Foggia, a Manfredonia, nel 1971 è stato messo in funzione un polo chimico per la produzione di fertilizzanti. Si sono spesso verificati incidenti con fughe di sostanze tossiche. Inoltre i controlli sugli scarichi e sulla sicurezza si sono mostrati inadeguati. La struttura fu chiusa nel 1994.

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    Foto di: Gianfranco Degrandi, Paolo Piccoli, Stefano Delrio, lucadea, Peter Fenďa, Emilio Poli, the_valenza, Wikipedia.