Greenpeace blocca una nave in Brasile: “Così salviamo la foresta amazzonica”

Greenpeace blocca una nave in Brasile: “Così salviamo la foresta amazzonica”

Gli attivisti di Greenpeace hanno bloccato in Brasile una nave carica di ghisa utilizzata dalle aziende automobilistiche

da in ambientalisti, Greenpeace, Tutela Ambientale, Monitoraggio ambientale
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    Greenpeace è riuscito a bloccare una nave in Brasile con l’obiettivo di salvare la foresta amazzonica. Si tratta di un cargo di ghisa, che, dal Rio delle Amazzoni, era destinato ad arrivare negli Stati Uniti. Il motivo dell’impedimento deriva dal fatto che il materiale trasportato sarebbe legato alla deforestazione, oltre che allo sfruttamento del lavoro in condizioni di schiavitù. Per comprendere i termini della situazione, dobbiamo considerare il processo di produzione della ghisa e gli usi che di questo materiale vengono fatti.

    Greenpeace alla questione ha dedicato anche un dettagliato rapporto, mettendo in evidenza come molte aziende automobilistiche si servano di prodotti in acciaio che provengono proprio da questa filiera di produzione che minaccia l’ambiente naturale dell’Amazzonia. Per produrre la ghisa c’è bisogno di grosse quantità di carbone da legno, in modo da alimentare le fonderie brasiliane.

    Fra le aziende automobilistiche coinvolte ci sono anche grandi nomi: Ford, GM, Mercedes e BMW. Tra l’altro il tutto è aggravato dal fatto che è stato approvato un nuovo Codice Forestale dal Congresso Brasiliano, con delle modifiche che mettono in pericolo la foresta amazzonica.

    Il Brasile rischierebbe di non portare avanti gli impegni presi contro la deforestazione e i mutamenti climatici.

    L’attivista brasiliano Elissama Menezes de Oliveira ha annunciato a proposito delle azioni che dovrebbero essere intraprese dalla Presidente del Brasile: “Dilma Roussef deve proteggere l’Amazzonia e le persone che da essa dipendono vietando la deforestazione, la schiavitù e l’invasione delle terre indigene.”

    Un appello fino ad ora rimasto inascoltato e che ha atto scattare il blocco del carico di ghisa, che non lascerà il Brasile, finché le autorità non faranno qualcosa per intervenire contro la deforestazione e contro la distruzione di un intero ecosistema che influisce sugli equilibri ambientali globali.

    Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia, ha fatto notare: “Dilma dovrebbe fare ciò che milioni di brasiliani le chiedono da mesi: porre un veto a questa legge pericolosissima per l’Amazzonia. Può farlo entro il 25 maggio”.

    Ne va del bene della foresta amazzonica e della possibilità di lottare contro i pericolosi cambiamenti climatici che coinvolgono tutto il mondo.

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