Germania, nasce l’autostrada per biciclette. E in Italia come sono le piste ciclabili?

La Germania è sempre la prima della classe: nel mercato economico, in primis, ma anche nel settore della tutela ambientale. Nella mobilità sostenibile, infatti, non ha nulla da invidiare ai paesi nordici o all’Olanda, al contrario di noi. Ora lo stato tedesco pensa a qualcosa di ancora più rivoluzionario delle tradizionali piste ciclabili: una vera e propria autostrada per i mezzi ecologici a due ruote.
Secondo tale progetto, infatti, sarà possibile collegare le città di Dortmund e di Duisburg tramite una struttura dedicata proprio alla mobilità in bicicletta, con una maxi pista di 60 chilometri e con una larghezza pari a 5 metri. La strada per le due ruote sarebbe asfaltata nelle zone pianeggianti, senza discutibili incroci, curve a gomito o tendenzialmente pericolose. Una visione futuristica per noi, che sposa però i concetti di sviluppo sostenibile e di mobilità a basso impatto ambientale che i tedeschi ben conoscono e apprezzano.
Ma da noi, a che punto siamo?
Nulla di nuovo sul fronte occidentale (e nemmeno su quello orientale, se è per questo). A Milano ci dicono che più della metà delle piste ciclabili sono fuori legge -i dati risalgono a qualche mese fa-, con problemi strutturali nella loro costruzione e con i percorsi ciclabili che incontrano quelli pedonali, mentre a Roma si punta di più sul bike sharing ma restano i problemi sugli attraversamenti stradali per la popolazione che si muove su due ruote e sul traffico delle auto, sempre congestionato. Anche se esistono città come l’universitaria Padova dove si sono registrati anche 140.000 spostamenti in bicicletta al giorno, Legambiente ci ricorda che tra il 2000 e il 2010 il numero di spostamenti sulle due ruote è rimasto fermo al 3,8%. Una componente di pigrizia e di difficoltà a cambiare stile di vita è inevitabile, ma anche i rischi in termini di sicurezza hanno un loro peso rilevante.
Gio 05/01/2012 da Elisabetta Fonte in Piste Ciclabili
















