Fuoriuscite petrolio: le peggiori della storia

Fuoriuscite petrolio: le peggiori della storia

Il disastro petrolifero del Golfo del Messico non si è ancora arrestato: eppure, non tutti sanno che nella storia del mondo ci sono state altre vicende legate al greggio molto più gravi

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    Mappa delle fuoriuscite di petrolio nella storia

    Le fuoriuscite di petrolio sono l’argomento più in voga nell’ultimo periodo. Complice il recente disastro del Golfo del Messico, gli italiani si stanno interessando molto agli argomenti che riguardano l’inquinamento ambientale. E’ così che abbiamo deciso di stilare un elenco con le peggiori fuoriuscite di greggio nella storia dell’uomo, riassunte in una cartina che abbiamo gentilmente “preso in prestito” dal sito Marrai a fura. Ecco quindi tutte le peggiori sciagure ambientali legate al petrolio, messe in ordine per data: vi renderete conto come quella della Deep Horizon sia quasi una delle meno gravi. Fino ad ora.

    Il primo disastro petrolifero in ordine temporale è stato quello del naufragio della petroliera “Torrey Canyon” (18 marzo 1967) che causò la fuoriuscita dell’intero carico: 119mila tonnellate di greggio, riversato poi sulle coste inglesi e francesi, all’altezza del Canale della Manica. In questo terribile incidente causato dall’incagliamento della stessa nave è morto un membro dell’equipaggio, inoltre, sono andate distrutte 35mila tonnellate tra pesci, crostacei, conchiglie e più di 100mila tonnellate di alghe marine (senza contare l’inquinamento causato dai solventi nocivi dispersi in mare per tamponare la macchia d’olio).

    La seconda peggiore sciagura legata agli idrocarburi fu nel 1978, precisamente il 16 marzo 1978: la petroliera supertanker “Amoco Cadiz“, contenente petrolio destinato alla Shell, s’incaglio nei mari a ridosso del borgo di Portsall. Il carico da 233mila tonnellate si disperse nelle acque della Bretagna meridionale e del nord-ovest della Francia, e ci vollero mesi per far rientrare l’allarme.

    Terza in ordine temporale è stata il 3 giugno 1979 quando la piattaforma petrolifera “IXTOC I“, localizzata nella Baia di Campeche del Golfo del Messico, ha subìto una potente fuoriuscita di petrolio: 480mila tonnellate circa. La seconda peggiore fuoriuscita nella storia dell’umanità. Le conseguenze di questo disastro ve le lasciamo solo immaginare.

    Altra sciagura dei mari è stata quella della petroliera greca “MV Atlantic Empress” coinvolta in ben due sversamenti di carburante nel Sud America che, sommati, creano la quinta peggiore fuoriuscita di petrolio nel mondo (287mila tonnellate). La prima ondata di petrolio avvenne il 19 luglio 1979 dopo la collisione con un’altra nave, la seconda ondata durante il traino della carcassa ai primi di agosto dello stesso anno.

    Passiamo stavolta nel Golfo Persico: il 1983 è stato l’anno delle fuoriuscite di petrolio nel “Nowruz“, zona ad alta concentrazione di piattaforme petrolifere. Tra collisioni e bombardamenti, le tonnellate di petrolio disperse nell’area sono state 272mila.

    Sempre nel 1983, anche il Sudafrica ha sofferto l’inquinamento da idrocarburi: la petroliera “Castillo de Bellver“, con a bordo 252mila tonnellate di petrolio, prese fuoco al largo delle coste di Città del Capo.

    Andiamo avanti: nel novembre 1988, a largo delle coste del Canada orientale, ha avuto luogo l’esplosione della piattaforma di trivellazione americana “Odyssey“. Le tonnellate di petrolio riversate in mare furono circa 132mila.

    Tornando negli USA, un’altra brutta vicenda di inquinamento ambientale avvenne nel marzo 1989 in Alaska: la petroliera “Exxon Valdez” si arenò e perse un carico di 38.000 tonnellate di greggio.

    Veniamo ora alla tragedia n°1 -ahimè- nella storia dell’uomo, nata all’acme di una spinosa situazione bellica: la Guerra del Golfo. Correva l’anno 1991 quando nel Golfo Persico gli iracheni, durante i conflitti con gli americani, decisero di sabotare le valvole delle piattaforme petrolifere per contrastare l’azione avversaria. Risultato: 1.500.000 di tonnellate di petrolio disperso nell’ambiente. Ma non è tutto, perchè il popolo iracheno ha fatto saltare per aria anche 732 pozzi petroliferi.

    Purtroppo nemmeno l’Italia è esente da sciagure di questo tipo: nell’aprile 1991 la nave-cisterna cipriota “Amoco Milford Heven” (alias MC Heven) affondò nelle acque del Golfo di Genova rilasciando in mare circa 144mila tonnellate di greggio.

    Un altro disasto petrolifero avvenne nel maggio 1991 a largo delle coste dell’Angola, dove l’esplosione della nave-cisterna “ABT Summer” causò la fuoriuscita di 260mila tonnellate di petrolio.

    Ed ecco l’ultima di questa lunga serie di brutte vicende legate al petrolio: il disastro del Golfo del Messico causato dalla piattaforma petrolifera “Deepwater Horizon” che sta provocando indicibili disagi.

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