Fonti rinnovabili: arriva il Piano di Azione Nazionale

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha predisposto, su linee guida del Ministero dell'Ambiente, il nuovo Piano di Azione Nazionale sull'ecologia

da , il

    Piano di Azione Nazionale sull’ecologia

    Il Ministero dello Sviluppo Economico ha predisposto il Piano di Azione Nazionale, un programma di maggior sfruttamento delle fonti rinnovabili, che presto verrà presentato ufficialmente a Bruxelles, nei modi e nei termini stabiliti dall’istituzione comunitaria. Il Piano, redatto grazie alla collaborazione del Ministero dell’Ambiente, segue le principali linee guida europee in materia di ecologia, ribadendo in che modo verranno raggiunti gli obiettivi ecosostenibili datati 2020.

    Entro 10 anni, infatti, l’Italia dovrà allinearsi all’obiettivo predisposto dall’Unione Europea, che intende coprire il 17% dei consumi energetici attraverso l’utilizzo di fonti di energia pulita. Il documento formalizza la strategia italiana in materia, stabilendo quote di utilizzo delle fonti rinnovabili per ciascuno dei principali settori di sfruttamento industriale e di consumo privato di energia elettrica, e non solo.

    Tra questi, il documento precisa che entro il 2020 verranno coperti da biocarburanti e altre fonti “green” il 6,38% dei fabbisogni energetici del settore trasporti. Più pesante è la contribuzione per il settore elettrico, sul quale si punta a incrementare l’impatto delle energie ecologica al 28,97% del totale, focalizzando investimenti e attenzione sull’efficienza delle reti di distribuzione e sul miglioramento dello stoccaggio energetico. Il peso delle energie verdi sul settore della climatizzazione sarà invece pari al 15,82% per l’anno sopra considerato.

    Ma come raggiungere questi target ecologici? Il Ministero si è reso disponibile a rinnovare e incrementare il supporto economico ai consumatori privati, rilanciando il Conto Energia e predisponendo altre iniziative ad hoc anche sul fronte amministrativo, come la riduzione della burocrazia nei procedimenti autorizzativi, e così via.

    Il documento rimarrà in fase di consultazione fino al 29 giugno, per essere poi presentato alla Commissione Europea nei tempi predefiniti.

    Immagine tratta da qualetariffa.it