Emissioni Co2: Italia contraria a ulteriore taglio

Emissioni Co2: Italia contraria a ulteriore taglio

L'UE potrebbe proporre un ulteriore aggravio nella riduzione delle emissioni di Co2, dal 20% al 30% rispetto ai livelli del 1990, entro il 2020

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    Emissioni Co2, Italia non vuole altri tagli

    L’Unione Europea ha proposto un nuovo taglio delle emissioni di Co2, uno sforzo ulteriore rispetto a quanto già previsto in termini di riduzione di elementi nocivi. La proposta è stata già accolta positivamente da qualche membro dell’Unione – come dimostrano le recenti dichiarazioni dei Ministri dell’Ambiente di Francia e di Germania – mentre l’Italia è rimasta molto più dubbiosa, con il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che ha definito “libro dei sogni” la possibilità di emanare quei nuovi target.

    L’impegno aggiuntivo richiesto dall’Unione Europea potrebbe infatti aggirarsi intorno ai 30 punti percentuali di riduzione entro il 2020 rispetto ai livelli riscontrati nel 1990. Un taglio che – a ben vedere – aggrava il precedente sforzo (20%) di 10 punti percentuali, con un aumento del 50% rispetto alla prestabilita meta. Un incremento giudicato troppo gravoso da alcuni membri UE, tra cui, appunto, l’Italia, che appare esplicitamente meno possibilità dei “colleghi” francesi e tedeschi.

    Il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha infatti confermato che il Paese continuerà a produrre gli impegni adeguati per fare la propria parte, ma che occorra fare un fermo richiamo alla realtà in materia di fissazione degli obiettivi.

    Una posizione che tende implicitamente a far comprendere come l’obiettivo di una riduzione del 30% delle emissioni Co2 entro 10 anni sia irrealistica; una posizione che, riporta la stampa internazionale, abbraccerebbe anche la convinzione di numerosi altri membri, come, ad esempio, quelli del blocco centro-orientale.

    Le convinzioni italiane si scontrano tuttavia con l’atteggiamento di alcuni big occidentali. Tra questi la già ricordata Francia, che auspica uno studio per programmare il passaggio dell’applicazione delle riduzioni di Co2 dal 20% prestabilito al 30%. Ma non solo; anche il sottosegretario inglese Chris Huhne ha dichiarato che questo sforzo ulteriore potrebbe essere “realizzabile”, e potrebbe soprattutto essere “una buona cosa per noi e per le nostre economie”.

    Immagine tratta da protocolloco2.com

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