Ecoturismo: stellette per certificare la qualità

L'ecoturismo è una realtà che cresce di anno in anno: i consumatori sono sempre più attenti all'ecosostenibilità, e le strutture turistiche devono adeguarsi di conseguenza

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    Certificazioni di Qualità ecologica

    Più si va avanti con gli anni e più i consumatori sembrano prendere coscienza del valore dell’ambiente. Anche in vacanza, anche a tavola. E’ così che le certificazioni di qualità ecologica spuntano come funghi, la giustificazione è proprio questa. Sono decine i marchi di garanzia per il turismo sostenibile che identificano località turistiche, strutture ricettive e tour operator. Il turismo del futuro è “eco”, meglio se certificato ufficialmente da un marchio di qualità capace di distinguere quella data struttura turistica e catalogarla tra quelle più attente a fare gli interessi della sostenibilità ambientale.

    La prima etichetta italiana è quella di Legambiente Turismo che certifica alberghi e strutture turistiche, anche di lusso: “In ogni località e con le strutture aderenti concordiamo le attività da fare in cucina, durante le pulizie, negli acquisti, con la raccolta differenziata, l’installazione di dispositivi per il risparmio idrico ed energetico. Inoltre le strutture aderenti s’impegnano a offrire prodotti di stagione e a valorizzare il territorio, a promuovere l’uso dei mezzi pubblici o alternativi, come le biciclette o il car sharing” – queste sono le parole di Francesca Le Pera, responsabile qualità e controlli di Legambiente Turismo.

    Tra le altre simbologie per identificare marchi di qualità turistico-ambientale ci sono le bandiere arancioni, il sigillo del Touring club rilasciato alle località sotto i 15mila abitanti dell”entroterra, meritevoli del marchio per essersi distinte per politiche ambientali, accoglienza e qualità generale.

    Immagine tratta da:

    caesar.it