Ecomostri: l’Italia fa affari con la cartiera APP?

L'Italia complice della cartiera APP? Non proprio

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    deforestazione indonesia mappa

    Allarme rosso per l’ambiente. L’appello parte dalla lontana America, dopo che un’invasione di pubblicità ingannevole ha ripulito la faccia di un ecomostro: la cartiera APP. Vi ricorda qualcosa, vero? E’ proprio lei, la responsabile della deforestazione dell’Indonesia. La cartiera asiatica Asia Pulp & Paper (APP ne è l’acronimo) ha provato a proporre un’immagine ecologica di sè anche al convegno dell’industria cartaria organizzato dal RISI ad Amsterdam. Sebbene le prove contro il colosso industriale siano inconfutabili. Il problema è che anche l’Italia sta alimentando questo mercato anti-ecologico: scopriamo perchè.

    Come i più attenti sapranno, l’impresa della carta è la principale imputata per la deforestazione dell’isola di Sumatra, in Indonesia. Da quando ha preso di mira la fiorente isola, nel lontano 1984, la APP ha raso al suolo circa un quarto delle foreste presenti nella provincia di Riau, zona ad alta concentrazione di carbonio. Inutile dire le gravi conseguenze scaturite: influenze sui mutamenti climatici, estinzione totale e/o parziale di alcune specie animali (l’elefante e la tigre di Sumatra), evacuazione degli indigeni ai quali sono state strappate con la forza le proprie terre.

    Ma quel che è peggio, è che anche i nostri imprenditori sono indirettamente coinvolti. Infatti, ci sono società che intrattengono rapporti commerciali con il gruppo asiatico. L’associazione “Terra!” ha voluto ricordare quanto segue: “L’Italia è divenuto il primo mercato europeo dei prodotti della APP. Ma clienti e investitori devono sapere che fare affari con la APP, acquistare o distribuire la sua carta comporta un grave rischio di immagine“, invitando i nostri connazionali a interrompere gli affari con la cartiera incriminata. “Vogliamo avvisare acquirenti e investitori, bombardati da pubblicità ingannevole e opuscoli patinati: la APP è il gruppo industriale che più di ogni altro minaccia le foreste indonesiane, la fauna, le comunità indigene e il clima globale” ha inoltre aggiunto Teguh Surya della WALHI (federazione di oltre 450 associazioni indonesiane).

    Immagine tratta da:

    zr-giardinaggio.it