Ecologia: occhialini 3D biologici e biodegradabili

Ecologia: occhialini 3D biologici e biodegradabili

Sbarcano dall'America gli occhialini 3D ecologici! Si tratta di speciali montature realizzate in materiale compostabile e biologico, che annulla l'impatto ambientale di questi prodotti azzerando anche i problemi derivati dalla gestione e smaltimento

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    Occhialini 3D in materiale biologico e biodegradabile

    Direttamente dall’America è arrivata un’interessante invenzione: gli occhialini 3D bio! Quella del cinema in 3D è un’esperienza unica ed entusiasmante. E’ la nuova frontiera delle tecnologie, che sviluppano sensazioni nuove e sempre più a soddisfare a 360° le esigenze dello spettatore. Ma, come ben saprete, l’avvento del 3D nei cinema ha scaturito non poche polemiche in merito all’uso degli occhialini 3D. Imputati per essere ben poco igienici, diventa anche un problema la loro gestione e smaltimento. Ma ora, niente paura: questi occhialini 3D di ultima concezione sono biologici e anche biodegradabili. Ecco come vengono realizzati.

    Come molti di voi sapranno, gli occhialini tradizionali in plastica vengono sì restuiti all’uscita delle sale cinematografiche per essere poi sterilizzati, reimpacchettati e distribuiti come nuovi, ma questo processo di sanificazione può essere effettuato solo per un numero limitato di volte. E, va da sè, questa operazione complicata incide poi sul costo del biglietto al consumatore finale.

    Forse anche per questo che la ditta americana Oculus 3D, in collaborazione con la Cereplast, ha voluto progettare e realizzare questi innovativi occhialini 3d ecologici.

    Il prodotto viene stampato con biopolimeri a base di PLA (acido polilattico) ottenuti dalla lavorazione dei cereali tramite una procedura che si avvicina molto a quella necessaria alla realizzazione di sacchetti di plastica biodegradabili per fare la spesa. Ricordiamoci però che questi occhialini sono destinati unicamente alla visione di film in 3D dallo schermo cinematografico, e non dal televisore domestico con tecnologia 3D che hanno invece bisogno di lenti differenti da quelle polarizzate.

    Si ringrazia MediaWorld Magazine per lo spunto fornito.

    Immagine tratta da:
    greenme.it

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