Dopo il danno ambientale causato dall’oro nero, la Btp torna sul luogo del disastro

Dopo il danno ambientale causato dall’oro nero, la Btp torna sul luogo del disastro

Indimenticabile il danno ambientale della marea nera del Golfo del Messico, la BTP torna nell’area sempre per un interesse verso l’oro nero

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    Impossibile dimenticare il danno ambientale compiuto dalla compagnia petrolifera Btp durante l’estrazione dell’oro nero nel Golfo del Messico: il dramma, a cui è conseguito un inquinamento ambientale terribile, non è ancora dimenticato e già la Btp torna nel Golfo del Messico annunciando un’importante scoperta.

    L’azienda, colpevole dell’inquinamento del mare nel Golfo del Messico, ha scoperto in una zona ancora inesplorata verso nord, un’area dove l’estrazione del petrolio sarebbe molto fruttuosa. Il nuovo pozzo si trova nel Green Canyon, a poco più di 200 kilometri dalle Grand Isle della Luisiana e la ricerca delle risorse naturali è stata avviata fino ad una profondità di 1370 metri: le condizioni ricordano terribilmente la tragedia di un anno fa, il cui impatto ambientale sarà indimenticabile.

    Interessata soprattutto al prezzo e al rendimento di ogni barile di petrolio, la BTP attende impaziente conferma di poter trivellare: se le stime saranno confermate, infatti, è possibile che ci sia da attingere ancora nel Golfo del Messico per più di 4 miliari di barili. E se la marea nera non ha ancora finito di fare danni, mettendo in ginocchio lo sviluppo dell’area, il turismo e la pesca, per la Btp questo in realtà è solo un lontano ricordo, un disastro ambientale che potremmo rischiare di rivivere.

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