Disboscamento selvaggio: in 12 anni persi 15 mln quadrati di foreste [FOTO & VIDEO]

Disboscamento selvaggio: in 12 anni persi 15 mln quadrati di foreste [FOTO & VIDEO]

Il disboscamento selvaggio ha dato conseguenze incredibili: 15 milioni quadrati di foreste perse in 12 anni

da in Conservazione ambiente, Deforestazione, Disastri Ambientali, Tutela Ambientale, Foreste
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    Il disboscamento selvaggio causa enormi danni in tutto il pianeta. Un recente studio condotto negli Stati Uniti e i cui risultati sono stati pubblicati su Science ha messo in evidenza che in 12 anni, dal 2000 al 2012, sono andati persi 15 milioni quadrati di foreste. La ricerca è stata effettuata analizzando 654.000 immagini provenienti dai satelliti, attraverso l’aiuto di Google Earth.

    Dallo studio effettuato dagli esperti americani è venuto fuori che la superficie totale di foresta andata perduta sarebbe in realtà di 2 milioni e 300 mila chilometri quadrati. La differenza è costituita da 800.000 chilometri quadrati, nei quali sono cresciuti dei nuovi boschi. Possiamo dire, quindi, che in tutto il mondo, nel giro di 12 anni, è venuta meno una superficie forestale di dimensioni che corrispondono a 5 volte l’Italia.
    Il report ha fatto riflettere anche sulle cause, alle quali è da attribuire la responsabilità di questa perdita. Le ragioni sono costituite principalmente da incendi e disboscamento illegale o dall’intenzione di lasciare spazio ai campi agricoli. Notevole è stato anche l’impatto sul clima, perché la deforestazione, dal 2000 al 2011, ha fatto in modo che rimanessero inassorbite 14,5 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2, circa il 13% della quantità totale prodotta a livello globale.

    Gli scienziati hanno avuto occasione di approfondire questi numeri allarmanti, giungendo alla considerazione che metà delle foreste perse negli ultimi 10.000 anni è stata distrutta nel corso degli ultimi 80. Tutto ciò incide anche sull’ecosistema e sulle forme di vita, che si reggono su equilibri molto delicati. Il tasso di estinzione di piante e di animali è molto alto e, secondo gli scienziati, entro il 2050 aumenterà di 10.000 volte. Ecco perché in molti hanno dichiarato che siamo di fronte ad un’altra grande ondata di estinzioni.

    mappa deforestazione

    E’ stata elaborata anche una precisa mappa, che mette in evidenza i punti della Terra, nei quali si sono avute le più grandi perdite in termini forestali. Si è potuto vedere che le aree maggiormente interessate sono quelle dell’Alaska, del Canada e della Siberia orientale. Un’altra area colpita è quella che comprende Sumatra e Borneo, tra Indonesia e Malaysia e l’Australia sud occidentale.

    Perdite considerevoli hanno interessato anche l’Amazzonia. Chilometri di boschi sono andati perduti anche in Francia, anche se ci sono stati dei recuperi in Portogallo. Cile e Stati Uniti sud orientali sono le aree che possono definirsi più al riparo.

    In Amazzonia la situazione è preoccupante, perché negli ultimi tempi è ripresa la deforestazione selvaggia e fra il luglio del 2012 e l’estate del 2013 sono spariti altri 5.843 chilometri quadrati di foresta pluviale. Questo vuol dire che c’è stato un incremento del 28%. Per affrontare la situazione è stato convocato un vertice straordinario, al quale parteciperanno tutti i ministri dell’Ambiente degli Stati amazzonici interessati dal fenomeno. In Brasile è stata creata persino una forza nazionale di sicurezza ambientale permanente, con la collaborazione delle forze armate. I “guardiani della foresta” resteranno a monitorare la situazione anche nella stagione delle piogge. Molti Stati nella regione amazzonica puntano a progetti idroelettrici e minerari o alle grandi coltivazioni di soia e agli allevamenti di bestiame. Tutto ciò fa aumentare di molto il disboscamento, con gravi danni all’habitat naturale e con inarrestabili erosioni del terreno. La conseguenza diretta di tutto questo è rappresentata dal riscaldamento globale.

    Greenpeace ha deciso di intervenire direttamente nella questione, con una petizione che ha come obiettivo fondamentale quello di aiutare il popolo brasiliano a salvare l’Amazzonia. E’ possibile dare il proprio contributo, lasciando nome e cognome, e-mail e numero di telefono, sul sito di Greenpeace. Inoltre la nota associazione ambientalista ha deciso di mandare una nave sul Rio delle Amazzoni, per mostrare a tutto il mondo la bellezza della foresta amazzonica e allo stesso tempo per denunciare i responsabili della sua distruzione.

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