Decreto Salva Ilva convertito in legge, ma non convince tutti

Decreto Salva Ilva convertito in legge, ma non convince tutti

E’ stato convertito in legge il decreto Salva Ilva, che prevede il commissariamento dello stabilimento

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    Il decreto Salva Ilva è stato convertito in legge. Il provvedimento introduce il commissariamento delle imprese di interesse nazionale che sono esposte a rischio ambientale. 206 sono stati i voti a favore dell’approvazione, 19 i no, 10 le astensioni da parte di SEL, mentre i senatori del Movimento 5 Stelle hanno preferito non partecipare alla votazione.

    Il decreto legge n. 61 del 4 giugno 2013 coordinato con la legge di conversione n. 89 del 3 agosto 2013, il cui testo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 agosto 2013 n. 181, prevede che il Consiglio dei ministri esegua un’opera di commissariamento dello stabilimento di Taranto e allo stesso tempo di tutte quelle aziende che abbiano almeno 1.000 dipendenti e che si siano rivelate critiche dal punto di vista della gestione per pratiche connesse a possibili danni ambientali. Le imprese saranno amministrate in maniera straordinaria da un commissario che lavorerà sul posto per 12 mesi o 36 nel caso di una proroga. Il compito del commissario è quello di elaborare un piano, affinché l’industria rientri nei limiti del rispetto dell’ambiente e della salute. Nel caso dell’Ilva di Taranto, il commissario sarà Enrico Bondi e il vice Edo Ronchi.

    Non tutti sono d’accordo sul provvedimento. In particolare ad essere critici sono stati M5S, Lega Nord e Sinistra Ecologia Libertà. Per questi schieramenti politici la legge approvata non basterà a sanare il disastro ambientale. Il movimento di Beppe Grillo ha definito il decreto “Ammazza Taranto” con un post pubblicato sul suo blog. Sono state avanzate delle motivazioni, con le quali i parlamentari si sono opposti alla conversione in legge. Ad esempio, il M5S ha detto che “non è stata stabilita alcuna regolamentazione sul conflitto di interessi nella nomina del commissario e del subcommissario”. Inoltre sullo stesso blog è stato scritto che “non c’è nessun obbligo presso le regioni sedi degli impianti ad attivarsi per ottenere fondi europei destinati alle bonifiche”.

    Il Governo è rimasto soddisfatto dal provvedimento e il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha detto che il commissariamento non viene disposto per la tutela dei creditori, ma per quella delle ragioni ambientali e sanitarie. Inoltre Andrea Orlando ha specificato quali sono i compiti del commissario, il quale dovrebbe occuparsi dell’attuazione dell’Aia e della prosecuzione della produzione, ma non deve essere ritenuto responsabile a difendere patrimonialmente l’azienda dai comportamenti commessi nel passato. Il PD è stato molto chiaro nelle sue affermazioni, perché ha riconosciuto il coraggio del Governo, il quale è riuscito, a proprio parare, a scongiurare che decadesse il commissariamento dell’Ilva. Tutto ciò, secondo gli esponenti del Partito Democratico, “avrebbe riconsegnato l’azienda nelle mani di chi ha provocato i problemi ambientali, rifiutandosi di sottostare alle prescrizioni stabilite dall’Aia”.

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