Couchsurfing: quando dormire sul divano diventa turismo sostenibile

Couchsurfing: quando dormire sul divano diventa turismo sostenibile

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Grazie al couchsurfing, dormire sul divano è diventata una pratica di turismo sostenibile e di consumo critico: questa pratica consente, infatti, di godersi al meglio i momenti di relax, non in uno stupido albergo o in un bed&breakfast anonimo, bensì condividendo la casa, ovvero il divano, con il proprietario di casa. A chi piace l’idea di conoscere persone nuove e vivere esperienze sempre speciali potrà trovare in questa occasione una vera proposta a cui aderire con successo.

Ad oggi, però, è ben più di una pratica di risparmio, ma è un vero e proprio manifesto sociale a cui hanno aderito quattro milioni di persone in tutto il mondo. Tutto nacque nel 2004 quando quattro ragazzi decisero di creare una sorta di social network internazionale che permettesse dove i viaggiatori potessero incontrarsi ed entrare in contatto per aiutarsi a scegliere la propria destinazione delle vacanze. L’idea nacque dalla mente di Casey Fenton che cinque anni prima aveva cercato ospitalità presso chi studiava all’Università di Reykjavik, interessato all’idea di vivere a contatto con gli usi e costumi della popolazione locale islandese.

Per partecipare al couchsurfing basta iscriversi al sito e selezionare l’opzione che più si avvicina al proprio stile di vita: si può scegliere di far parte della community solo per cercare nuovi divani su cui andare a vivere per un periodo, oppure anche per dare ospitalità. È possibile spiegare inoltre il numero di persone che è possibile ospitare, il sesso di preferenza, l’età e persino la provenienza. Si può ricevere tramite posta elettronica risposta circa la propria offerta o la propria ricerca, mentre solo da qualche giorno è disponibile anche l’applicazione per smartphone per tenere la situazione sotto controllo anche tramite il proprio dispositivo mobile.

Se però siete delle persone sospettose o poco vicine a questo tipo di mentalità, è meglio scegliere un altro tipo di vacanza a basso impatto ambientale. Alla base del couchsurfing c’è comunque una scelta di fiducia. È chiaro che la corrispondenza on-line e i feedback vi aiuteranno a valutare la persona da cui andrete o che pensate di ospitare, però alla base c’è comunque una scelta di fiducia, una filosofia che dovete assolutamente sposare con tranquillità per potervi godere le ferie. Gli utenti, comunque, possono recensire e dare opinioni sui coinquilini, e prima di scegliere una persona è possibile confrontarsi con l’esperienza di chi ci ha già avuto a che fare per prendere la migliore decisione personale. È possibile, inoltre, scegliere di dare le chiavi di casa e andarsene altrove, ad esempio, per il week-end. Il meccanismo è assolutamente flessibile, pensato proprio per adattarsi alle esigenze di ciascuno.

L’unica regola, dunque, è quella di rinnegare qualsiasi passaggio di soldi: trattandosi appunto di una sorta di scelta di vita, deve essere vissuta appunto come un dono, con tutta la gratuità che lo caratterizza, e dunque non è permesso il passaggio di soldi tra chi offre e chi cerca un posto dove dormire, ma anche una nuova concezione di vacanza.
photo: LeLuzie

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Gio 05/07/2012 da in

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