Cosa si nasconde nel profondo mare blu? Alla scoperta di flora e fauna inesplorate

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Sembra la trama di un film fantascientifico, invece è realtà: nell’ultima spedizione della nave britannica James Cook è emerso che il profondo mare blu, tra i fondali delle isole caraibiche e le Cayman, nasconde in realtà tesori inesplorati, una vastità di flora e fauna tali da creare un ecosistema a sé stante, perfettamente in grado di mantenersi in vita e di auto-rigenerarsi.

Gli animali -pesci in prevalenza- sono specie di animali che hanno dovuto adattarsi ad un ambiente ostile e impararci a convivere, con significative evoluzione fisiche nelle generazioni. Si sono riprodotti così, infatti, i gamberi senza occhi ma con degli organi sensibili alla luce e presenti sul dorso dell’animale, piuttosto che lumache misteriose o crostacei che assomigliano ad alcune pulci. Sono più di 500 le nuove razze di animali che popolano la profondità degli oceani, un vero patrimonio di cui approfondire la conoscenza.

La ricerca scientifica, guidata dal centro di Southampton, racconta di un mondo quasi fantastico di terme naturali, dove l’acqua -ricchissima di minerali- bolle naturalmente, facendo pensare ad una prima impressione ad un ambiente inospitali per gli esseri viventi. Un habitat sconosciuto almeno fino a 30 anni fa e -forse proprio per questo- preservato dalla mano dell’uomo. Una sorta di tutela ambientale fai da te, dettata da madre Natura, e che ha funzionato a mantenere a lungo integro e sano il patrimonio ambientale e le risorse naturali che lo popolano. La nostra speranza riguarda il fatto che la ricerca portata avanti dagli scienziati -e quelle che eventualmente seguiranno- sia l’input corretto per tutelare maggiormente l’area.

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Enrico Franco Amoroso 8 febbraio 2012 18:14
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Per quanto tempo ancora i viventi che vivono in fondo ai mari potranno continuare a vivere? Tenendo conto della spazzatura che quotidianamente vi gettiamo?

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Punam 25 marzo 2012 06:30
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Trovo che l’esempio postato da Lestat sia, come al oslito, devo dire, assolutamente fuori luogo e in linea con il suo modo di pensare. Avrebbe potuto scegliere mille esempi molto pif9 calzanti, Totf2 Riina, Giovanni Brusca (peraltro in odore di liberte0 in quanto collaboratore di giustizia), Bernardo Provenzano, oppure che so, Valerio Fioravanti, reo confesso di dieci omicidi al netto della strage di Bologna per la quale lui si dichiara innocente anche se per la giustizia italiana e8 colpevole (Fioravanti e8 gie0 uscito di galera da un bel po’ ed era gie0 in permesso esterno da diversi anni). Non solo, avrebbe potuto citare Licio Gelli, grande capo della loggia massonica segreta P2,oppure un “brav’uomo” come Poggiolini.E invece il “nostro” chi ti va a pescare? Vallanzasca, cioe8 un bandito della vecchia “mala” milanese, uno che “lavorava” in proprio, per capirci, che si e8 fatto 35 anni di carcere a tempo pieno e solo da pochi mesi esce il giorno in permesso esterno per andare a lavorare e per tornare la notte in carcere. Credo che sia uno dei pochi che abbia trascorso tutto questo tempo, praticamente una vita intera, in carcere. Non me ne risultano altri. La sua domanda di grazia e8 stata respinta per l’ennesima volta da Napolitano.Nessuno nega che sia stato un criminale, sia chiaro, perf2 siamo sempre lec, due pesi e due misure. Lui e8 uno che non conta nulla, alla fin fine era ed e8 un emarginato, un sottoproletario, di fatto, anche se lo hanno fatto diventare un personaggio.Naturalmente e8 del tutto superfluo tentare di spiegare ad uno come Lestat il risvolto di classe dell’istituzione carceraria. Spiegargli che molto raramente i ricchi e i potenti ci finiscono e se anche ci finiscono escono prima, o perche9 pagano o la cauzione, o perche9 corrompono i giudici, oppure semplicemente perche9 sono potenti e i potenti se la cavano sempre. Anche dalla sedia elettrica, sulla quale, come al oslito, ci finiscono sempre i poveracci, guarda caso, sempre o quasi sempre maschi, specie se “abbronzati”, a quanto mi risulta. Poi si potre0 discutere all’infinito sulle ragioni di questa mattanza di maschi e di maschi poveri negli stati in cui e8 in vigore la pena di morte, ma tant’e8. E’ un fatto.A Lestat viene subito in soccorso Retiarus che ci ricorda che nel carcere non ci finiscono solo quelli di quarta classe. Sicuramente perf2 sono quelli che ci muoiono, per lo pif9 suicidi ma non sempre: tossicodipendenti, immigrati, sottoproletari, emarginati. Chisse0 se un giorno ci finiranno pure i mandanti delle stragi che hanno insanguinato l’Italia per decenni, quelli che hanno gettato sul lastrico migliaia di famiglie, che hanno ordito trame contro lo Stato democratico. Ma per rimanerci, non per uscire dopo poco tempo con un escamotage o un altro.Io sono pessimista e credo di no.Fabrizio

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