Cosa c’è dentro ai wurstel?

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    Cosa c’è dentro ai wurstel? La domanda potrebbe sorgere guardando specialmente ai prezzi di questo prodotto. Al supermercato possiamo trovare wurstel di pollo e tacchino, che vengono venduti ad un prezzo che va dai 0,30 ai 0,60 euro al chilo. Si tratta di costi veramente bassi, ma bisognerebbe guardare anche alla qualità. Questo cibo, oltre a presentare una minaccia per i nostri amici animali, ci dà delle sicurezze particolari sugli ingredienti che contiene? Di cosa sono fatti veramente i wurstel?

    Gli ingredienti

    Se proviamo a leggere la lista degli ingredienti, potremmo trovare all’interno dei wurstel che costano poco soprattutto carne separata meccanicamente (indicata con la sigla CSM) di pollo e tacchino. Essa verrebbe mescolata all’acqua, all’amido e alle fibre, in modo che l’amalgama risulti abbastanza consistente. Il tutto sarebbe completato dall’aggiunta di alcuni aromi, che servirebbero a dare il gusto finale, elemento indispensabile per il consumatore. Un documento messo a punto dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare si è occupato di descrivere con precisione la carne separata meccanicamente. Questo elemento deve essere indicato in maniera molto chiara, anche se non tutte le marche si attengono a questo standard, perché a volte vengono utilizzate scritte con caratteri troppo piccoli o con le lettere posizionate tra le pieghe della confezione.

    La lavorazione

    La carne meccanicamente separata verrebbe ottenuta lavorando in maniera sistematica ciò che resta del pollo, quando viene privato di alcune parti, come il petto, le cosce, le ali, il collo e le interiora. Le carcasse così ottenute verrebbero messe in un tritacarne e sarebbero spremute utilizzando alte pressioni. Ciò che si ottiene consisterebbe in una pasta omogenea dal colore rosa. In un’altra fase di lavorazione l’impasto passerebbe attraverso un filtro, in modo che vengano separate le parti ossee più grosse.

    La qualità

    La qualità della carne separata meccanicamente viene valutata in base alla quantità di calcio contenuta. Più violenta è la spremitura della carne, maggiore sarebbe la presenza di questo minerale. A livello legislativo non viene fissato un limite massimo per il calcio. Tutto ciò potrebbe portare all’impiego di un tipo di carne di bassa qualità, che verrebbe a costare ancora di meno. Molto importante è anche comprendere quale sia l’origine della materia prima. E’ stato approvato a questo proposito un nuovo regolamento europeo, secondo il quale tra poco tempo entrerà in vigore l’obbligo di indicare l’origine della carne fresca di pollo che viene utilizzata. La regola varrebbe in maniera particolare per la vendita della carne fresca in generale, anche se può non essere applicata nel caso della carne separata meccanicamente. Esistono anche in alcuni supermercati dei wurstel con carne di pollo e di tacchino che costano più del doppio rispetto a quelli che possiamo comprare a basso costo. E’ logico quindi interrogarci sulla qualità di entrambi i prodotti, per essere più consapevoli.

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