Conferenza sullo Sviluppo Sostenibile, Corrado Clini è pronto per Rio de Janeiro

Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini pone l’accento sulla conferenza sullo sviluppo sostenibile di Rio de Janeiro: le nostre aziende, infatti, devono arrivare preparate per mostrare le eccellenze nei settori dell’energia pulita -impianti fotovoltaici

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    Si terrà il prossimo giugno a Rio de Janeiro la conferenza dell’Onu sullo sviluppo sostenibile, una vera opportunità per le aziende italiane. Almeno stando alle parole del Ministro per l’Ambiente Corrado Clini. Così infatti si è espresso il membro del governo durante il “Forum della societa’ civile – l’Italia verso Rio +20”, incontro che si è tenuto oggi in preparazione proprio dell’importante vertice internazionale sulla tutela ambientale.

    Le parole di Clini suonano infatti come un invito alle imprese locali, affinché facciano investimenti lungimiranti per arrivare preparate al meglio all’incontro brasiliano. I casi da portare ad esempio sono molti, dalle più comuni tecnologie per l’energia pulita -come l’energia solare, nel nostro territorio molto sviluppata, così come il geotermico- fino ai passi in avanti fatti sul ciclo e sul riutilizzo dell’acqua.

    L’obiettivo che il ministro per l’Ambiente nostrano intende raggiungere -e per il quale oggi ha ufficialmente avviato il dialogo- riguarda la capacità di rappresentare con forza le nostre eccellenze nell’incontro del 20, 21 e 22 giugno, obiettivo da raggiungere solo grazie ad una forza sinergica tra istituzioni e realtà produttive. Il cammino probabilmente è ancora lungo, ma molti ostacoli vanno affrontati, così come la polemica sui pannelli fotovoltaici o sugli impianti eolici in rapporto ai vincoli paesaggistici. Un passaggio da non sottovalutare, perché va considerato l’impatto ambientale anche a livello di paesaggio -motivo per cui, ad esempio, è montata la polemica sui pannelli fotovoltaici installati al suolo, sui terreni agricoli-. Il passaggio da fare è simile a quello degli anni ’80 nel settore della telefonia, peccato che la congiuntura economica non sia esattamente la stessa.