Come coltivare le albicocche

Come coltivare le albicocche? Vediamo una piccola guida green che spiega la messa a dimora e le cure da riservare alla pianta dell’albicocco.

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    Come coltivare le albicocche? Per avere a disposizione questi frutti, quando lo riteniamo più opportuno, dobbiamo dedicarci alla coltivazione di un albicocco. Quest’ultimo è un albero che può essere coltivato sia in pianura che in montagna, anche se sarebbe importante che nella zona ci fosse un clima temperato. Ciò che costituisce un problema per la coltivazione di questa pianta è rappresentato dalle gelate tardive, che si possono verificare anche durante la fase della fioritura. Esaminiamo questa piccola guida green, che ci permette di sapere quali sono tutte le mosse da compiere, per coltivare in maniera esatta la pianta delle albicocche.

    La messa a dimora

    L’albicocco si potrebbe piantare anche a partire da un seme, ma di solito la scelta più consigliabile consiste nel partire, per la messa a dimora, da piantine che abbiano almeno 2 anni. Magari per i periodi inferiori si possono coltivare in vaso, per poi trapiantarle nel terreno. La messa a dimora in genere va effettuata da ottobre ad aprile. Si deve scavare una buca profonda circa 60 centimetri, nel fondo della quale è consigliabile mettere del fertilizzante di origine animale. Si riempie poi la buca fino a metà con la terra e si può aggiungere dell’altro letame. A questo punto si inserisce la pianta e si riempie la buca con dell’altra terra.

    L’irrigazione

    L’albicocco non è una pianta che ha particolari esigenze di acqua. Più che altro si deve tenere conto delle eventuali piogge. Provvediamo ad irrigare la pianta con una certa regolarità, ma evitiamo di abbondare, specialmente quando siamo vicino al periodo della raccolta.

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    La potatura

    Molto importante è per la pianta dell’albicocco la potatura, attraverso la quale si possono rimuovere i rami dall’andamento non regolare, quelli secchi e quelli spezzati. E’ opportuno, però, non essere molto aggressivi negli interventi di potatura. Quest’ultima deve essere effettuata di solito tra la fine di gennaio e la fine di febbraio, ma il periodo può cambiare a seconda della zona. Per esempio, se l’albicocco viene coltivato in una regione caratterizzata da gelate tardive, meglio procedere alla potatura nel mese di marzo. C’è anche una potatura estiva, che ha come obiettivo quello di arieggiare la pianta. Di solito si effettua tra la fine di giugno e l’inizio di luglio.

    L’esposizione

    L’esposizione della pianta di albicocco deve essere quella di una zona ventilata, almeno parzialmente. Allo stesso tempo, però, bisogna badare a fare in modo che non ci sia troppa umidità. Tutto questo è importante, innanzitutto perché la pianta teme i ristagni idrici e perché essa potrebbe essere soggetta alle patologie fungine, che si possono prevenire proprio con questo tipo di esposizione consigliata. Fra i parassiti che più possono colpire l’albicocco ci sono gli afidi, le cocciniglie e la tignola. La raccolta dei frutti va effettuata a partire dai primi giorni di maggio e può proseguire fino a tutta la metà del mese di luglio. I frutti dell’albicocco, infatti, sono conosciuti proprio per essere tipicamente estivi.

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