Cibi che inquinano: la classifica dei 10 nemici dell’ambiente

Quali sono i cibi che inquinano di più? Ci sono degli alimenti che, per arrivare sulle nostre tavole, devono affrontare un lungo percorso, consumando petrolio e liberando anidride carbonica.

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    Quali sono i cibi che inquinano di più? La Coldiretti ha stilato una vera e propria classifica, all’interno del nuovo dossier “Lavorare e vivere green in Italia”, che ci indica quali sono i 10 alimenti nemici dell’ambiente, che inquinano molto per arrivare sulle nostre tavole. E’ un vero allarme quello lanciato dalla Coldiretti, che ha presentato il documento a Firenze, al Nelson Mandela Forum, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente. Questi cibi, infatti, per arrivare nelle nostre case, affrontano dei viaggi su mezzi che inquinano parecchio. Vediamo quali sono tutti questi alimenti.

    1. Le ciliegie del Cile

    Questa frutta è al primo posto nella classifica dei cibi che inquinano di più. Per arrivare nelle nostre case, un chilo di ciliegie che proviene dal Cile deve effettuare un percorso lungo circa 12.000 chilometri. In questo caso il consumo è di 6,9 chili di petrolio, con l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica.

    2. I mirtilli dell’Argentina

    Al secondo posto troviamo altra frutta. I mirtilli che provengono dall’Argentina affrontano un percorso di più di 11.178 chilometri. In questo caso le emissioni di anidride carbonica corrispondono a 20,1 chili, con un consumo di petrolio pari a 6,4 kg.

    3. Gli asparagi del Perù

    Gli asparagi del Perù si collocano sul terzo gradino del podio di questa particolare top ten. Il viaggio che questi ortaggi affrontano è di circa 10.852 chilometri, con un consumo di 6,3 chili di petrolio e con l’emissione di 19,5 chili di anidride carbonica.

    4. Le noci della California

    Il percorso che le noci della California affrontano per arrivare sulle nostre tavole è di 10,4mila chilometri. In questo caso il consumo di petrolio è pari a 6 kg e le emissioni di anidride carbonica corrispondono a 18,90 kg.

    5. Le rose dell’Ecuador

    Secondo il dossier della Coldiretti, le rose che provengono dall’Ecuador percorrono 10.205 chilometri per arrivare nelle nostre case, con un consumo di 5,91 kg di petrolio e con l’emissione di 18,38 kg di anidride carbonica. Sempre nel documento, inoltre, si parla di condizioni di sfruttamento del lavoro in relazione alla coltivazione di questi fiori.

    6. Le more del Messico

    Le more provenienti dal Messico liberano 18,30 kg di anidride carbonica, percorrendo un tragitto di 10.162 km per arrivare in Italia. In questo caso il consumo di petrolio è pari a 5,88 kg.

    7. I cocomeri del Brasile

    Dal Brasile alle nostre tavole c’è una distanza di 9.198 chilometri. I cocomeri che provengono da questo Paese causano un consumo di 5,33 kg di petrolio e l’emissione di 16,56 kg di anidride carbonica.

    8. I meloni di Guadalupe

    La distanza, per i meloni di Guadalupe, è di 7.800 chilometri. Per arrivare nelle nostre tavole vengono consumati 4,52 chili di petrolio per ogni chilo di meloni, con l’emissione di 14,05 chili di anidride carbonica.

    9. I melograni di Israele

    Per arrivare nel nostro Paese il percorso che i melograni devono affrontare è pari a 2.250 chilometri. In questo caso il consumo di petrolio è pari a 1,30 chili e l’emissione di anidride carbonica è di 4,05 chili.

    10. I fagiolini dell’Egitto

    L’ultimo posto della classifica dei cibi che inquinano di più è riservato ai fagiolini dell’Egitto. Da questo Paese alle nostre tavole la distanza è di 2.132 chilometri. Il consumo di petrolio corrisponde a 1,234 kg e le emissioni a 3,84 kg di CO2.

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