Carciofi, un pieno di salute

Il carciofo ha mille virtù nutrizionali ed è bene consumarlo quando è la sua stagione

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    Carciofi, pieno di salute

    Ricchi di proprietà nutritive, ma poverissimi di calorie, i carciofi con il loro gusto tra il dolce e l’amaro rappresentano la croce e la delizia di molte tavole.

    Quel che si consuma è la parte commestibile, ovvero il capolino del fiore di una pianta che appartiene alla famiglia delle Composite ed è lontana parente del cardo selvatico. Diffuso in tutto il Mediterraneo, il carciofo ha uno dei punti di massima produzione a livello mondiale proprio nel nostro paese. Quali sono le varietà conosciute? Ce ne sono diverse. Si va dal violetto di Toscana al romanesco, dal precoce di Chioggia allo spinoso sardo o a quello di Liguria. Nonostante l’ampia varietà, le proprietà nutritive sono identiche. Rappresentano una fonte naturale di vitamina A e C, di flavonoidi e niacina, di calcio, magnesio e ferro oltre al potassio e all’acido folico. La cinarina, che conferisce alla pianta il tipico sapore amarognolo, stimola il buon funzionamento epatico e diuretico.

    Possiedono un altissimo contenuto di antiossidanti e sono molto indicati nei casi di anemia. Contengono inulina, un derivato glucidico del beta fruttosio, che permette di mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo, placando al tempo stesso le situazioni infiammatorie delle mucose intestinali. I modi per consumare i carciofi sono pressoché infiniti. Crudi o cotti sono deliziosi, tenuto anche conto del fatto che hanno pochissime calorie: poco più del 2% di carboidrati e di proteine. Questo è il momento giusto di consumarli in quanto è la loro stagione. E se vogliamo far del bene alla nostra Terra (e alla nostra salute), sarebbe bene che consumassimo solo prodotti di stagione, anche perché avere sulla propria tavola prodotti fuori stagione significa che con ogni probabilità arrivano dall’altra parte del mondo e che è stata attivata un’immensa macchina di trasporto che ha consumato (inquinando!) quintali di carburante per giungere nei nostri supermercati. Non è preferibile seguire i ritmi ancestrali delle stagioni, ognuna con la propria frutta e verdura coltivate possibilmente in un raggio ristretto raggio di chilometri da casa nostra?