Cambiamenti climatici: notizie poco incoraggianti dalla Conferenza di Durban

Cambiamenti climatici: notizie poco incoraggianti dalla Conferenza di Durban

Nell’ambito della conferenza dell'Onu sui cambiamenti climatici emerge un bilancio drammatico sulle conseguenze del riscaldamento globale

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    durban_conferenza_onu_cambiamenti_clima Mentre a Durban si svolge conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici, arrivano alcune informazioni scientifiche circa i danni che si possono attribuire al riscaldamento globale. Particolare interesse suscita l’indice globale di rischio climatico, elaborato da Germanwatch, organizzazione non governativa tedesca, che ha messo in evidenza quali siano gli Stati che hanno subito maggiori conseguenze. A stare peggio sono i Paesi più poveri, come Bangladesh, Myanmar, Honduras, -principalmente a causa dei recenti disastri ambientali subiti-, mentre ai primi posti dell’indice globale di rischio climatico ci sono il Pakistan, il Guatemala, la Colombia. Anche di come salvare questi Paesi da altre catastrofi naturali si sta parlando a Durban.

    Gli ultimi sviluppi sulla conferenza di Durban
    Assemblea Generale dell'ONU

    Dopo una settimana dall’inizio della conferenza di Durban sui cambiamenti climatici, le speranze che questo incontro porti a dei risultati concreti sfumano sempre più. Dopo lo spiraglio aperto dal delegato cinese per trattare sulla diminuzioni di emissioni di co2, ci pensano gli Stati Uniti d’America a smorzare gli animi.
    Il delegato USA ha infatti affermato che non è cambiato nulla in seguito alle dichiarazioni del collega di Pechino: il protocollo di Kyoto o un qualsiasi altro accordo atto a migliorare la tutela ambientale che sia legalmente vincolante, infatti, resta per il delegato di Obama un’idea obsoleta e poco concreta. Proprio ora che Pechino sembrava comprendere la necessità di ridurre il proprio apporto di gas serra e inquinamento atmosferico, l’America sembra non voler affatto collaborare. Ma gli USA saranno disposti a essere imputati come i responsabili di un mancato accordo sulla protezione dell’ambiente?

    Il ruolo dell’Europa sul contenimento dei gas serra

    Il ruolo dell’Europa nel contenimento dei gas serra è fondamentale. In questo senso significative sono le parole di Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, che, in vista dell’evitamento di un disastro ambientale annunciato, ha insistito sulla “possibilità per l’Europa di tornare a svolgere un ruolo di leadership, battendosi per rinnovare il protocollo di Kyoto la cui applicazione termina a fine 2012. Si tratta per l’Ue di un impegno che non richiede grandi sforzi aggiuntivi rispetto all’obiettivo comunitario già fissato del 20 per cento di riduzione delle emissioni entro il 2020 e di un aggiornamento al 30 entro la stessa data.”

    Gli studi in materia di riscaldamento globale

    Fra gli ultimi studi che sono stati messi a punto in materia di riscaldamento globale colpisce in particolare quello che è stato compiuto dall’Istituto per la Tecnologia di Zurigo, che mette in evidenza che il 74% del riscaldamento globale è determinato dall’uomo e il 26% a cause naturali.

    Una responsabilità che ricade direttamente su di noi e sulle politiche ambientalistiche scelte.

    L’allarme riscaldamento globale per il futuro



    I gas serra e il riscaldamento globale suscitano un particolare allarme, visto che il bilancio che è stato effettuato nell’ambito della conferenza di Durban è drammatico: in dieci anni sono morte 710.000 persone dalle catastrofi naturali, pari a 14.000 in tutto il mondo. Cifre che fanno rabbrividire e che ci dovrebbero fare riflettere sugli effetti a cui, anche a causa di scelte sbagliate o di comportamenti non ecosostenibili, esponiamo il nostro pianeta.

    Tra l’altro le stime per il futuro non sono per nulla confortanti, visto che si calcola che i danni per l’ecosistema potrebbero essere irreversibili e nessuna zona del mondo è al riparo dai disastri naturali.

    Colpa della mancanza di una vera coscienza ecologica, colpa di una mancata attuazione di efficaci strategie di salvaguardia dell’ambiente, colpa di politiche ambientali non condotte in maniera precisa. Adesso la natura presenta il proprio conto e la Terra paga le conseguenze. E stiamo ancora a guardare con le mani in mano nell’indifferenza generale?

    Foto di guaruja_sp

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