Cambiamenti climatici: a Durban si prospetta il no per un protocollo di Kyoto bis

Cambiamenti climatici: a Durban si prospetta il no per un protocollo di Kyoto bis

I cambiamenti climatici, il riscaldamento globale e i gas serra sono fenomeni che spaventano: a Durban si parla di questo e si cerca di trovare una soluzione condivisa di tutela ambientale, anche se alcuni paesi come Stati Uniti, Brasile, Cina ma anche Giappone, Canada e Russia remano contro

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    Jacob Zuma

    Se l’obiettivo dell’incontro di Durban era quello di trovare una linea comune per combattere i cambiamenti climatici -una sorta di protocollo di Kyoto bis-, possiamo già quasi considerarlo fallito. Le prime indiscrezioni, infatti, denunciano una mancata intesa tra i paesi più industrializzati e quindi più impegnati nell’inquinamento atmosferico: il danno ambientale che si prevede da una mancanza di sinergia è pressoché inimmaginabile.

    Si sperava che l’incontro tra i principali paesi del nostro Pianeta Terra aiutasse a trovare un accordo condiviso su come fermare il riscaldamento globale e la produzione di gas serra, ma sembra che così non possa essere.
    Il Ministro dell’Ambiente degli Stati Uniti sembra tra i più agguerriti nel non far attuare un Kyoto bis proprio perché sono tra le realtà con il più alto tasso di inquinamento dell’aria. vista l’attuale crisi economica, infatti,fare un forte investimento per la tutela ambientale sembra per USA un passo troppo azzardato.

    Anche Cina e India, che non hanno sottoscritto la prima misura internazionale di protezione per l’ambiente, hanno affermato di non essere interessati ad un Kyoto bis. In quanto economie emergenti, infatti, rischiano di bloccare i loro business sempre più in crescita, e questo timore è condiviso anche da Giappone, Canada e Russia.
    La cosa che più spaventa gli osservatori mondiale è che non ci possa essere un punto d’incontro tra le ragioni dell’economia e quelle dell’ambiente e del territorio, anche se una parte dell’Europa, l’Australia e i paesi dell’Africa vorrebbero che un compromesso si trovasse e stanno lavorando per questo.

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