Bonelli: dopo sciopero della fame, ricovero in ospedale

Bonelli: dopo sciopero della fame, ricovero in ospedale

Il Leader nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, è stato ricoverato d'urgenza in ospedale per le pessime condizioni di salute dovute allo sciopero della fame intrapreso da oltre un mese, in protesta alla mancanza di comunicazione ambientale in Italia

da in Primo Piano
Ultimo aggiornamento:

    Notizia shock nel mondo della politica. Il Presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, dopo 33 giorni di sciopero della fame ieri ha dovuto essere ricoverato d’urgenza in ospedale, a causa dello stato di grave denutrizione in cui vessa. Questo atto estemo è nato per un motivo ben preciso: “contro la censura sui temi ambientali da parte dei programmi televisivi e contro la violazione del pluralismo politico“. Questo è il messaggio che ha accompagnato Bonelli in questo mese di lotta e protesta in favore di una comunicazione ambientale più trasparente, fino all’improvviso ricovero ospedaliero.

    Il leader del partito ambientalista dei Verdi, come già detto, ha abolito ogni contatto con il cibo da oltre un mese in segno di protesta. E’ riuscito persino a calare di 15 chili, veramente tantissimo. Uno sciopero della fame che è potuto costargli molto caro: le condizioni fisiche già precarie a causa della mancanza di nutrienti, sono precipitate in seguito a complicazioni renali.

    Dalle prime analisi in ospedale sono state persino rinvenute tracce di sangue nelle urine, motivo per cui il Presidente dei Verdi è stato immediatamente sottoposto a ricovero.

    Il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, venuto a conoscenza dell’accaduto, ha divulgato un comunicato: “informato delle gravi condizioni di salute dell’on. Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, nel confermare l’attenzione alle motivazioni dello sciopero della fame intrapreso da 33 giorni e nel rinnovare il richiamo al pieno rispetto del principio del pluralismo nella comunicazione politica, auspica che l’on. Bonelli non prosegua in una così estrema forma di protesta“.

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