Biodiversità in crollo, così stiamo uccidendo il nostro pianeta

Biodiversità in crollo, così stiamo uccidendo il nostro pianeta

La biodiversità del nostro Pianeta Terra si sta inesorabilmente erodendo, anno dopo anno

da in ambientalisti, Biodiversità, Impatto ambientale, Monitoraggio ambientale
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    Quanto c’è di bello che stiamo perdendo? Sono i numeri, impietosi come sempre, a dircelo. Quasi un punto percentuale all’anno: è questa la stima che ci porta a dire che dagli anni ’70 la biodiversità nel nostro Pianeta Terra è in crollo, completamente in crisi. Specie vegetali ormai sparite, animali in estinzione, ecosistemi distrutti: ecco come noi essere umani stiamo rendendo l’ambiente e il territorio ambienti sterili, dove a essere messa a dura prova è la vita di moltissime specie viventi.

    Le nuove ricerche scientifiche, inoltre, non ci dicono nulla di buono, avvisandoci che il nostro comportamento irresponsabile e poco accorto sui temi della sostenibilità ambientale e della tutela ambientale porterà altri nuovi danni irreparabili.

    Colby Loucks, il direttore dell’associazione per l’ambiente WWF, parla del disastro nel suo Living Planet Report, e per l’anno in corso non usa parole incoraggianti. Ci dice chiaramente, infatti, che come se il Pianeta fosse la nostra dimora, stiamo svuotando il frigorifero senza preoccuparci di cosa ci sarà domani da mangiare e da bere, non abbiamo cura del nostro giardino, i fiori stanno morendo e noi non li stiamo innaffiando, continuiamo nella nostra produzione di rifiuti senza attuarne una corretta gestione che porti al riciclo creativo o alla possibilità di riutilizzare gli scarti previa raccolta differenziata.

    Se non l’avete capito, non ci stiamo prendendo cura della nostra casa e quindi non possiamo certo definirci dei buoni inquilini.

    Stiamo utilizzando le risorse di una Terra e mezza senza rigerenerle, e anche questa volta ci sono numeri a sostegno di questa tesi pessimistica. La misura è la biocapacità, la quale ci indica appunto che il nostro pianeta ci sta impiegando un anno e mezzo per rigenerare ciò che gli esseri umani utilizzano in un solo anno di vita.

    Per il 2011, ad esempio, il budget è esaurito il 27 settembre, non a caso fu denominata come la giornata dell’impronta ecologica. Questo vuol dire che ci sono specie viventi che non si ritrovano più nel loro habitat naturale, con cambiamenti climatici sempre più frequenti e distruttivi, e la conseguente estinzione per molte di esse. Se, ad esempio, nel 2011 sono state 140 le nuove specie scoperte, non c’è da dimenticare che solo in Italia sono 58mila le specie di animali a rischio estinzione.

    photo: Daryl Wallace

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