Bici day 2012, Clini: “La manifestazione si farà”

Bici day 2012, Clini: “La manifestazione si farà”

A chi pensava che il Bici day 2012 dovesse essere annullato, è lo stesso Ministro dell'Ambiente Corrado Clini a rispondere, smentendo di fatto qualsiasi ipotesi

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    Proprio ieri dicevamo che c’era un nuovo caso di discussione sul tema della mobilità sostenibile: si trattava del Bici day 2012, un evento che il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini sembrava stesse pensando di annullare. Dopo l’andamento del movimento #Salvaiciclisti, la scelta del professore sembrava essere quella di dare risposte concrete piuttosto che di gestire manifestazioni e festicciole, come lui stesso sembrava averle definite. Non più tardi di ieri, infatti, dicevamo che le iniziative di facciata servano a poco senza politiche sostanziali a sostegno dei ciclisti e della loro sicurezza, come lo sviluppo di piste ciclabili o l’incoraggiamento alla scelta di biciclette elettriche come efficace mezzo alternativo: l’importante, però, è che queste cose si facciano veramente, e non restino solo un modo per zittire le folle. Ora, però, le cose sembrano cambiate.

    Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini oggi è netto e categorico nelle sue dichiarazioni, smentendo la notizia di ieri sulla cancellazione della Giornata nazionale della Bicicletta. È lo stesso Clini, infatti, a dire non solo di non aver mai pensato di eliminare il Biciday ma anche di voler proporre una data infrasettimanale proprio per aumentare la consapevolezza dei cittadini sull’utilizzo del mezzo a due ruote come strumento efficace per ridurre l’inquinamento ambientale e soprattutto l’inquinamento atmosferico.

    Clini dice ai giornalisti di essere un ciclista e che il prossimo luglio andrà alla maratona delle Dolomiti proprio con la sua bicicletta: per questo si sente così vicino al tema, e dice di essere a caccia di finanziamenti per lo sviluppo di una nuova mobilità che comprenda, appunto, una rete sviluppata di piste ciclabili e il potenziamento del servizio di bike sharing.

    Clini va oltre, e conferma tutto il suo appoggio a #Salvaiciclisti. Il Ministro ha infatti affermato di essere confortato dalla grande manifestazione dei Fori Romani del 28 aprile, segno che la domanda di una migliore mobilità si muove dal basso, dai cittadini comuni che hanno trovato la giusta energia per riunirsi e far sentire la loro voce, in difesa della loro scelta sostenibile e anche delle loro città, ormai sempre più in difficoltà tra lo smog e il traffico congestionato.

    Clini ha dichiarato di essere così rimasto impressionato dalla forza della manifestazione da voler accelerare le misure a tutela dei ciclisti, oltre ad aver dichiarato di voler partecipare anche lui al prossimo incontro di Reggio Emilia.

    A dire la sua ieri c’era anche la Fiab, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, rilanciando l’idea che il ministro Clini avrebbe avuto proprio l’intenzione di cancellare il Bici day, in programma proprio per il 13 maggio. Dopo la grande manifestazione che a Roma, ai Fori Imperiali, ha visto il raduno di moltissimi ciclisti, ci avrebbe pensato l’associazione a passare ai fatti concreti, sottolineando al Governo il suo punto di vista. La giornata nazionale della bicicletta -così com’era stata originariamente pensata- poteva persino essere controproducente essendo di domenica, lasciando ancora nella mente della gente l’idea che si trattasse di un mezzo ecologico da destinare al tempo libero più che agli spostamenti quotidiani.

    Oltre a questo, la Fiab continua comunque a incalzare il Ministro e tutto il governo affinché mettano in chiaro quali siano le azioni che hanno intenzione di intraprendere per favorire l’utilizzo della bicicletta da parte degli italiani, quali sono le politiche a sostegno di questo mezzo di trasporto e quali le tutele che garantiranno ai ciclisti, per una maggiore sicurezza stradale. Intendono sviluppare una nuova rete di piste ciclabili, oppure stimolare i cittadini alla fruizione del bike sharing potenziando il servizio, ad esempio?

    Sono queste le risposte che vogliono i manifestanti che erano a Roma, e che torneranno a Torino per il Bike Pride il 3 giugno, e poi ancora a Reggio Emilia a metà settembre. Perché se c’è una cosa di cui il Ministro dell’Ambiente può stare certo è che questo movimento non si fermerà finché non avrà le risposte che deve avere, le risposte che merita.

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