Animali: usati vivi come portachiavi

In Cina alcuni venditori ambulanti hanno messo in atto la vendita di portachiavi realizzati con animali vivi contenuti all'interno di un sacchetto con poca acqua: varie le reazioni delle associazioni animaliste

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    Animali vivi usati come portachiavi. È questa la soluzione piuttosto inquietante che è stata trovata da alcuni venditori ambulanti cinesi e che ha suscitato parecchie reazioni da parte delle associazioni che si battono per la protezione degli animali. Questi ultimi sono racchiusi all’interno di un piccolo sacchetto, all’interno del quale hanno la possibilità di sopravvivere per non più di qualche giorno. Tutti potremmo pensare che si tratta di un’azione illegale. Ciò che è sconvolgente è che invece il tutto è completamente rientrante nei limiti della legge, almeno per le norme vigenti in Cina.

    In effetti bisogna considerare che secondo la legge cinese è vietata la vendita di animali selvatici e quindi il divieto non è applicabile per ciò che concerne le tartarughe e i pesci, che sono proprio gli animali che vengono usati per realizzare questi portachiavi non ecocompatibili e allo stesso tempo davvero crudeli. Piuttosto contestabili sono le opinioni dei venditori, i quali assicurano che nell’acqua colorata sono presenti dei nutrienti, che garantirebbero la sopravvivenza degli animali anche per interi mesi.

    In realtà non si tratta proprio di nulla di tutto ciò. Nelle stazioni della metropolitana, sui marciapiedi o nei luoghi più frequentati la gente può trovare e acquistare questo particolare portachiavi che va contro ogni principio di sostenibilità ambientale e di tutela della biodiversità. Le associazioni che si occupano di far valere i diritti degli animali hanno affermato che si tratta di una vera e propria azione di maltrattamento degli animali.

    Dovrebbero essere previste sanzioni più salate per i maltrattamenti degli animali, ma tutto deve partire dall’impegno ecoresponsabile di ciascuno di noi. E non basta la semplice segnalazione dei maltrattamenti alle associazioni animaliste. Si deve pensare infatti che la questione è molto più diffusa di quanto si pensi. Anche il Palio di Siena tempo fa è stato messo sotto controllo per verificare che non si mettessero in atto dei maltrattamenti contro gli animali.