Animali strani: nasce il liliger Kiara, doppio incrocio fra tigre e leone [FOTO]

Kiara è un liliger, un doppio incrocio, nato da due razze di felini diversi: tigre e leone

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    Avete mai sentito parlare di liliger? Si tratta di un animale molto particolare, nato dall’incrocio tra razze differenti di felini. Nel caso specifico abbiamo a che fare con l’incrocio fra un leone e una tigre. Un caso davvero straordinario. In effetti è molto curiosa come vicenda e il cucciolo, nato allo zoo di Novosibirsk, in Russia, sta facendo molto parlare di sé. Guardando le immagini che si riferiscono ad esso, appare evidente che un cucciolo così tenero abbia suscitato tante attenzioni. Si tratta di una femmina, che si chiama Kiara.

    Il padre è il leone africano Sam e la madre è Zita, una liger, sarebbe a dire un incrocio tra un leone e una tigre. Il responsabile della sezione felini dello zoo russo ha spiegato che Kiara presenta più tratti riconducibili alla tigre che non al leone.

    Gli esperti chiariscono che, attraverso l’incrocio, gli individui della specie giungono ad avere delle caratteristiche fisiche e comportamentali attribuibili ad entrambe le specie. Sarà per questo che il liger riesce a nuotare come le tigri e si mostra socievole, come è tipico dei leoni.

    Il liger comunque è una specie che esiste solo in cattività, perché in natura non avvengono accoppiamenti fra leoni e tigri. Di conseguenza non esistono in natura casi come quello di Kiara: liliger.

    Il caso lascia qualche dubbio e qualche perplessità, perché ci si domanda fino a che punto sia lecito o eticamente accettabile il fatto di portare avanti incroci di questo genere fra gli animali.

    Non sarebbe il caso di lasciare gli equilibri naturali così come sono? La biodiversità animale è già molto ricca in natura, perché favorire questi incroci solo in nome della scienza?

    GR

    La scimmia dal volto umano

    In tema di animali strani, desta particolare curiosità una scimmia dal volto umano, che si chiama Lesula ed è stata scoperta nelle foreste del Congo. Si tratterebbe di una nuova specie di scimmia africana, che viene descritta sulla rivista Plos One e alla quale è stato dato il nome scientifico di Cercopithecus lomamiensis. A rintracciarla sono stati due ricercatori americani. John e Terese Hart della Lukuru Wildlife Research Foundation l’hanno vista a casa di un insegnante nella Repubblica Democratica del Congo.

    Tre anni dopo i ricercatori hanno scoperto un altro esemplare della stessa specie allo stato selvatico. Attraverso la conduzione di uno studio specifico, sono riusciti a scoprire le sue caratteristiche genetiche ed anatomiche e hanno avuto anche l’occasione di esaminare il suo comportamento.

    La peculiarità di questa scimmia consiste nel fatto che ha un volto, il quale, per alcuni tratti somatici, è molto simile a quello umano. La specie Lesula ha degli esemplari alti circa 50 centimetri, i quali sembrano avere un carattere piuttosto tranquillo e socievole.

    L’esemplare individuato vive in un’area non molto estesa. Si tratta di una zona di circa 10.000 chilometri quadrati. Il suo habitat è poco abitato, tuttavia la specie è minacciata dai cacciatori del luogo.

    Proprio per questo i ricercatori hanno sottolineato l’importanza di intervenire in maniera adeguata, per riuscire a proteggere questa specie, che, come tutte quelle che vivono in piccole aree territoriali, sono piuttosto vulnerabili e nel giro di poco tempo possono arrivare ad essere particolarmente in pericolo. Si tratta come sempre di tutela della biodiversità.

    GR

    Scoperto un pinguino biondo in Antartide

    In tema di animali strani un simpatico pinguino biondo è stato scoperto in Antartide nelle isole Shetland Meridionali. La scoperta appare piuttosto insolita ed è stata dovuta al naturalista David Sthepens. Il suo colore biancastro è determinato da un particolare carattere genetico, che conferisce all’animale delle piume dorate. Non si può parlare tanto di albinismo, ma più esattamente il tutto è dovuto al leucismo, un tipo di albinismo incompleto, causato da una pigmentazione di melanina incompleta. Il suo colore lo espone al pericolo dei predatori.

    Una singolarità che è riuscita a destare stupore ed interesse da parte dei più, perché questo pinguino rientra perfettamente in quella categoria di animali strani, di fronte ai quali capita che la natura ci mette di fronte.

    D’altronde, come lo stesso naturalista che l’ha scoperto, ha avuto occasione di dichiarare, un pinguino con questa tonalità di colore è piuttosto raro da rintracciare.

    Lo svantaggio per questi animali non è affatto indifferente, in quanto sono estremamente visibili, quindi possono essere un facile bersaglio per i predatori. Il discorso vale anche per le prede, in quanto la grande visibilità non permette agli esemplari leucistici di cacciare al meglio le prede, di cui hanno bisogno per il loro nutrimento.

    Per tutti questi motivi gli animali in questione hanno poche possibilità di sopravvivenza rispetto ai pinguini dai colori consueti.