13 cibi che sembrano sani ma fanno male

Di cibi che sembrano sani ma fanno male e non sono per nulla utili al nostro benessere , ve ne sono in quantità. Sono i falsi miti o i falsi amici della linea e della salute, resi noti per la maggior da una considerevole propaganda pubblicitaria, a dispetto di una corretta e attenta analisi nutrizionale degli stessi. Abbiamo elencato 13 alimenti che sembrerebbero a prima vista sani e naturali ma che in realtà possono risultare dannosissimi. Scopriamo quali sono!

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    Troppo spesso, sulle nostre tavole, compaiono alcuni cibi che sembrano sani ma fanno male, alimenti osannati da molte diete ma che, da una attenta analisi nutrizionale, risultano davvero poco utili al nostro benessere. Un’alimentazione corretta, sana ed equilibrata non prevede solo la conoscenza degli alimenti che mettiamo in tavola, ma anche la consapevolezza di come reagisce il tuo corpo a quegli alimenti. Un esempio? Il pomodoro è uno degli ortaggi più ricchi in gusto e proprietà benefiche, ricchissimo di vitamine e minerali, povero di calorie, alimento base della dieta mediterranea….. eppure la solanina, contenuta soprattutto nei pomodori verdi, causa mal di testa, dolori addominali e gastrici in soggetti particolarmente sensibili. Ippocrate diceva “fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo” ma il binomio cibo e salute è troppo spesso dimenticato, mentre, in realtà, alimentarsi in modo sano ed equilibrato diventa sempre di più una vera e propria responsabilità personale. Abbiamo stilato un elenco di 13 alimenti che sembrano sani ma che in realtà non lo sono affatto: vediamo quali sono!

    La pasta

    La pasta è un alimento energetico, generalmente ottenuto da un mix di farine bianche, con un alto contenuto di carboidrati ad alto tasso glicemico. La farina bianca subisce un processo di raffinazione, che impoverisce notevolmente il prodotto e ovviamente tutto ciò che deriva da esso. Ad una attenta analisi, nella pasta non sono presenti vitamine, sali minerali tanto meno fibre a meno che non sia integrale.

    Il pane bianco

    Idem come per la pasta! Spesso l’errore più comune è quello di mangiare pane e pasta insieme: abitudine sconsigliatissima soprattutto se volete salvare il girovita. L’uso giornaliero del pane bianco, così come per la pasta, è sconsigliato a chi conduce una vita sedentaria. Entrambi sono formati da carboidrati complessi, catene di zuccheri semplici legate fra loro, che forniscono energia a lungo termine. Il pane bianco, poi, ha un indice glicemico ancora più alto di quello della pasta e questo dipende da cottura, farine ed altri fattori.

    Grissini e crackers

    Un altro mito da sfatare! Grissini e crackers sostituiscono oggi il pane nelle diete ipocaloriche, e questo accade per una “leggenda metropolitana” che li riguarda: sono più magri e leggeri. Non è assolutamente vero! L’unica realtà è che sono più quantificabili le calorie: il pane, però, fatto essenzialmente con acqua, farina e lievito, ne ha di meno. I suoi sostituti, invece, generalmente industriali, contengono grassi vegetali, il più delle volte di dubbia provenienza, o grassi animali come lo strutto, oltre ad essere maggiormente ricchi di amido e sodio.

    Pane ai cereali

    Stiamo parlando di pane ai cereali, il che non significa integrale! Spesso le due cose si confondono e la conclusione è che vi sembra di acquistare un prodotto salutare mentre non è nient’altro che un concentrato di carboidrati, anche più calorico del pane bianco, e questo perché vengono usati semplicemente altri cereali si , ma sempre e comunque raffinati. Il consiglio è di controllare sempre gli ingredienti!

    I generici “oli vegetali”

    Olio di colza, olio di palma, olio di semi di soia e tutti quelli indicati come generici “oli vegetali” devono essere assolutamente banditi dalla nostra tavola. Il problema non si risolve facilmente: sono contenuti in molti prodotti dell’industria alimentare e i fast food ne fanno uso e abuso. Questi oli contengono grassi polinsaturi, sottoposti più volte ad ossidazione, portando alla produzione di radicali liberi, danneggiando le membrane cellulari, contribuendo ad un invecchiamento più rapido, a malattie cardiache e ad altri problemi di salute.

    Attenzione alle diciture ingannevoli

    I prodotti contenenti “grassi vegetali non idrogenati”, pur essendo migliori rispetto a quelli idrogenati, sono comunque ottenuti artificialmente, non sono naturali e sono ricavati spesso da oli di qualità scadente o addirittura rancidi, contenenti un elevata percentuale di grassi saturi, in quanto si presentano semisolidi a temperatura ambiente. I prodotti “senza colesterolo” sono tutti prodotti con grassi di origine vegetale, ma quali? Non è specificato! Non c’è nessuna garanzia né sulla qualità degli oli né sulla presenza degli acidi grassi idrogenati.

    Il succo d’agave: le insidie nascoste

    Per molto tempo è stato usato come sostituto salutare e naturale dello zucchero bianco raffinato, ma è proprio così? Ad esser messo in discussione è il processo industriale con cui si ricava il succo oltre all’eccessiva quantità di fruttosio presente. Il metodo industriale consisterebbe in una serie di processi chimici attraverso i quali si ottiene il succo dall’amido della radice del bulbo di agave, il tutto ad elevate temperature, le quali distruggerebbero i sali minerali e le vitamine originariamente presenti. Nel dubbio meglio optare per le altre alternative naturali presenti in commercio!

    Succhi di frutta: falsi amici

    Alcuni tipi di succhi di frutta, specialmente quelli industriali (ma anche le bevande aromatizzate, quelle gassate o i nettari di frutta), sono tutti prodotti che spesso contengono molto zucchero e poche fibre. Se volete fare un pieno di vitamine, date la preferenza a frutta fresca di stagione o quanto meno preparate il vostro succo o centrifugato di frutta a casa: è più economico, più salutare e più gustoso.

    Il minestrone: un falso amico della linea

    Non a tutti piace, ma spopola come amico della linea e tanti se lo impongono, pensando alle sue presunte virtù depurative e sgonfianti. Ma è davvero così? Paradossalmente, il minestrone può avere l’effetto opposto: peggiorare la ritenzione idrica. I sali minerali contenuti nelle verdure, con la bollitura, si aggregano in cristalli, più faticosi da smaltire per i reni. Minestre e minestroni già pronti peggio! Ricchissimi di sale e conservanti mettono a dura prova il lavoro dei reni. Per eliminare i liquidi verdura cruda a volontà!

    Barrette dietetiche

    Spesso spacciate come sostituti dei pasti, o come ottimi spuntini dietetici, in realtà le barrette dietetiche producono l’effetto opposto: a parità di macronutrienti ingeriti, danno un effetto saziante minore. Essendo poi prodotte su scala industriale, sono ricche in additivi e fonte di grassi, dovuti alla presenza di grassi vegetali idrogenati e non idrogenati e spesso non dichiarati.

    L’inganno dei cibi “light”

    Con questo termine vengono indicati tutti i cibi senza zucchero, per i quali però occorre fare una distinzione tra quelli che contengono dolcificanti di sintesi, e quelli che contengono gli zuccheri della frutta o in generale non contengono zuccheri aggiunti. I primi stimolano il rilascio d’insulina, che non potendo interagire con molecole di glucosio, viene metabolizzata a livello del tessuto adiposo promuovendone la crescita. I secondi apportano una quantità di zuccheri simile agli alimenti non light ma forniscono una minore quantità di glucosio con conseguente minor rilascio d’insulina.

    Arachidi: grassi e sale in quantità

    La loro fama di “cibo che fa bene” è dovuta all’elevato contenuto di nutrienti indubbiamente ottimi: intanto, però, sono fra i dodici alimenti causa di reazioni allergiche. Le arachidi contengono circa il 70% di grasso in calorie ed una piccola quantità di burro di arachidi su di un panino, lo farà salire ad un contenuto di grassi pari al 30%. Gli oli vegetali aumentano i grassi nel sangue, i trigliceridi. Il consiglio è di moderarne l’uso, il che risulta difficile dal momento che mangiata una, non si riesce più a smettere.