10 falsi miti sul latte

10 falsi miti sul latte
da in Alimentazione Sana, Educazione Alimentare
Ultimo aggiornamento: Lunedì 20/04/2015 15:42

    falsi miti sul latte Quali sono i falsi miti sul latte? Quest’ultimo viene bevuto soprattutto dai bambini, ma poi, con il passare del tempo e con l’arrivo dell’età adulta, il suo utilizzo viene spesso abbandonato, un po’ per il gusto, ma anche per presunte intolleranze o perché, come accade ad alcuni, diventa qualcosa di difficile da digerire. Chi porta avanti un’alimentazione vegana non è disposto ad inserire il latte e i latticini nella propria dieta. Tuttavia bisogna essere consapevoli di ciò che vuol dire bere il latte, anche in riferimento alla nostra salute. Proprio per questo occorre essere consapevoli sui falsi miti legati ad esso.

    nutriente latte Il latte o lo yogurt sono ritenuti piuttosto nutrienti, perché sono ricchi di vitamine e sali minerali. Le proteine del siero del latte hanno un altissimo valore biologico e aiutano a sentirsi più sazi. Questo non vuol dire, comunque, che non ci siano altri cibi che abbiano un altissimo valore nutritivo. Alcuni vegetali sono veramente straordinari da questo punto di vista: soia, arachidi, germe di grano, fave secche.

    ricco di calcio latte Si ritiene che il latte faccia bene alle ossa perché ampiamente ricco di calcio. Eppure ci sono delle fonti vegetali di calcio da non trascurare, come i semi di sesamo, quelli di Chia, il cavolo verde, i semi di lino e la quinoa. Le proprietà del latte vegetale, da quello di soia a quello di mandorle

    digerire latte Molti rinunciano al latte in età adulta, perché ritengono che sia difficile da digerire. Altri addirittura ritengono di essere intolleranti. In realtà non bisogna confondere i due concetti, perché, se si tratta soltanto di una difficoltà di digestione, una tazza di latte potrebbe essere sopportata benissimo, come un vasetto di yogurt.

    aumento di peso latte Si ritiene erroneamente che fra i sintomi dell’intolleranza al lattosio ci sia anche l’aumento di peso. Gli esperti, invece, assicurano che si tratta proprio del contrario. I sintomi dell’intolleranza sono in generale soprattutto i problemi gastrointestinali.

    valore nutrizionale latte Anche questo è un falso mito da sfatare: non è vero che il latte fresco sia meglio di quello a lunga conservazione, dal punto di vista nutritivo. Le differenze sono soltanto nel sapore, perché quello a lunga conservazione ha un gusto più intenso. Scopri come fare in casa il latte di mandorle

    dipendenza latte Forse non tutti lo sanno, ma anche il latte può creare dipendenza. Il tutto va imputato alla caseina, la principale proteina del latte. Questa provoca la formazione delle casoformine, delle sostanze capaci di produrre euforia e che fanno sentire il bisogno di ingerire altro latte.

    ossa latte Non è detto che il latte faccia così bene alle ossa, perché, con il suo consumo, aumentano anche i fattori di rischio per l’osteoporosi e per le fratture. Gli alti livelli di sodio e di proteine animali può provocare all’organismo una condizione nota come acidosi metabolica. Il nostro organismo si sforza di compensare questa situazione, estraendo i minerali dalle ossa, per sfruttare il loro effetto alcalinizzante. Poi elimina questi minerali nell’urina, ecco perché c’è il rischio di avere più perdite ossee.

    bene a tutti latte Non è detto che sia giusto il tradizionale consiglio della nonna, secondo il quale il latte fa bene a tutti. Ricordiamoci anche che c’è chi è allergico alle proteine del latte vaccino. Si calcola inoltre che il 70% della popolazione mondiale è intollerante al lattosio.

    pesticidi latte Chi l’ha detto che il latte sia naturale al 100%? Spesso contiene pesticidi, antibiotici, ormoni, steroidi, metalli pesanti e altre tossine che sono somministrate ai bovini, in modo che essi aumentino la produzione di latte.

    malattie cardiovascolari latte Anche questo è falso! Non dobbiamo dimenticare che i prodotti caseari producono alti livelli di grassi saturi e colesterolo, che sono vere e proprie cause dell’aterosclerosi. Quest’ultima può condurre alle cardiopatie.

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